Fauna selvatica, Coldiretti: “Il nuovo governo regionale passi dalle parole ai fatti”

Il commento del presidente Filippi dopo gli impegni con gli agricoltori disattesi dalla Regione

Per l’ennesima volta la giunta regionale della Toscana ha disatteso impegni e promesse fatte agli agricoltori sulla fauna selvatica“. E’ quanto denuncia Coldiretti Toscana che auspica una sensibilità diversa e una chiara presa di posizione del nuovo governo regionale che si profilerà dopo l’election day del 20 e 21 settembre prossimi.

“Evidentemente la Giunta regionale ha dimostrato fino all’ultimo giorno di restare sorda alle denunce di agricoltori e allevatori che hanno subito danni enormi dalle incursioni e dagli assalti divenuti quotidiani della fauna selvatica – insiste Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -. Bastava prendere esempio dalle altre Regioni che si stanno muovendo nella direzione di autorizzare gli agricoltori proprietari o conduttori dei fondi vita natural durante a poter abbattere i cinghiali”.

“Non possiamo più transigere, si dovrà passare con il nuovo Governo regionale senza indugi dalle parole ai fatti – incalza il presidente Filippi – con una delibera di Giunta completa del passaggio fondamentale che autorizzi gli agricoltori ad intervenire direttamente sui propri fondi per difendersi dai cinghiali e dai selvatici. Il patrimonio agroalimentare e zootecnico conservato nel tempo dalle oltre 40mila imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari, un tesoro messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali che sempre più spesso in queste aree si spingono fin dentro i cortili e sugli usci delle case, scorrazzando per le vie dei paesi o sui campi, nelle stalle e nelle aziende agricole”.

“Una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone con il rischio che venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy agroalimentare. La proliferazione senza freni dei cinghiali sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di elevato pregio naturalistico hanno mostrato notevoli criticità  – conclude Coldiretti Toscana – in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale”.

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