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Nuti (Toscana civica): “Scendo in campo per i disabili”

La candidata del capannorese: "Serve un piano di aiuti per sostenere le famiglie"

“Perché mi sono candidata alla carica di consigliere regionale nella lista Toscana Civica per il cambiamento, che sostiene Susanna Ceccardi presidente? Perché voglio essere la voce di tutte quelle famiglie che, come me, hanno un familiare con disabilità”. A parlare è Maria Nuti, residente nel Capannorese, in prima linea alle elezioni del 20 e 21 settembre.

“La Toscana, specialmente con il governatore Rossi ed i suoi assessori, si è sempre vantata di avere avuto un occhio di riguardo verso la disabilità, ma, sinceramente, noi famiglie non abbiamo visto tutta questa attenzione – spiega -. Siamo appena usciti dal lockdown che ci ha messo seriamente in difficoltà, ci siamo sentiti ancora di più  abbandonati dalle istituzioni, senza attività, senza servizi, tutto a carico della famiglia, con il serio rischio di regressioni sia mentali che fisiche per i nostri familiari. Per questo il mio programma è incentrato sulla disabilità, con particolare riguardo al supporto economico diretto e psicofisico in modo tale da migliorare anche la qualità della vita a tutti coloro che assistono le persone con disabilità. Sono convinta che solo chi vive certe situazioni possa capire le reali esigenze, e questo potrebbe essere ben compreso se chi decide sui nostri servizi passasse almeno un giorno intero a fianco del nostro familiare”.

Poi le proposte. “Dal punto di vista economico vanno aumentati i fondi per le disabilità gravissime e per il progetto della Vita Indipendente – aggiunge la Nuti -, al fine di soddisfare tutte le richieste; far sì che il Progetto di vita di ogni persona con disabilità sia realizzato con una vera presa in carico degli Enti, incentivare gli inserimenti lavorativi, anche con corsi di formazione da realizzarsi prima del termine del ciclo scolastico. Importante, pur ritenendo valido il progetto del “Dopo di noi”, ritengo che vada preparato ed implementato  con una progettualità “Durante noi”, che sviluppi le loro competenze nello svolgere gli atti quotidiani della vita. Meno assistenzialismo, più autonomia, in modo che progressivamente si distacchi dalla dipendenza assoluta del caregiver”. Infine secondo la Nuti un ruolo importante sono le terapie riabilitative o di mantenimento. “Alla maggiore età del ragazzo dovrebbero continuare ad essere erogate con un progetto riabilitativo individualizzato ma ciò non avviene pertanto la famiglia si deve caricare economicamente anche di queste terapie – conclude -. Molti si ricordano delle famiglie che vivono la disabilità solo in occasione delle elezioni, io garantirò un impegno diretto dato che vivo questa realtà quotidianamente”.

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