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Tetti: “Una commissione speciale per comprendere e affrontare il fenomeno migranti”

Il candidato di Europa Verde chiede di mettere a un tavolo economisti, sociologi, antropologi ed esperti di geopolitica

“Mi occupo da anni della questione migranti e se c’è una cosa che ho capito è che con gli slogan, gli spot e i proclami non si va da nessuna parte. Nel rispetto innanzitutto di chi arriva da sofferenze immani ,spesso dopo aver subito violenze, torture e soprusi di ogni tipo, dobbiamo uscire dallo scontro tra ‘razzisti’ e ‘buonisti’ ed affrontare la questione in maniera organica sapendo che ci troviamo di fronte ad un fenomeno complesso, epocale, che va risolto sia di qua che di là del Mediterraneo. Per questo una volta eletto proporrò l’istituzione di una commissione speciale che lavori con forza innanzitutto per studiare e comprendere il fenomeno, e poi per elaborare soluzioni strategiche”. Lo afferma Eros Tetti, candidato al consiglio regionale per Europa Verde.

“Penso – dice – ad una commissione composta da economisti, sociologi, antropologi ed esperti di geopolitica che studino i paesi da cui provengono i maggiori flussi di migrazione verso l’Italia, cercando al contempo di comprendere a fondo il fenomeno e rilanciare politiche di accoglienza  dall’altro anche di sostegno ai governi democratici ed alle forze politiche che puntano allo sviluppo dei paesi africani ed asiatici, denunciando quanti sfruttano la guerra e la povertà per il loro arricchimento personale”.

“Dobbiamo lavorare – spiega ancora – ad un nuovo modello di integrazione che vada a verificare la reale domanda di lavoro dei nostri territori e programmare la formazione di stranieri e locali, già residenti sui territori, proprio per queste posizioni lavorative. Bisogna intervenire su quelle migliaia di persone a cui non è stato garantito nessun permesso di soggiorno e che oggi sono fantasmi che vagano sui nostri territori senza possibilità di trovare lavoro e finendo spesso o nel circuito del caporalato o della delinquenza. È un fenomeno che va spezzato se vogliamo dare sicurezza ai nostri territori, alla nostra gente, agli stessi migranti e evitare di favorire meccanismi che vadano contro i diritti umani. Infine, dobbiamo lavorare seriamente per creare un sistema di rimpatrio assistito che consenta non solo il rientro a casa dei migranti che lo desiderano o che devono, ma che possa diventare uno strumento per creare relazioni economiche e politiche fra i loro paesi e la Toscana”.

“Nessuno dei migranti – conclude – che ho incontrato nella mia più che decennale attività in associazioni e cooperative che si occupano di accoglienza, è felice di aver lasciato la sua terra, la sua gente, i suoi affetti per affrontare pericoli e sofferenze disumane e, dunque, la soluzione è un mondo che possa garantire a tutti, anche ai nostri giovani, il diritto a “non emigrare” ovvero di avere la sicurezza della propria casa, del proprio luogo, del proprio futuro.  In questo la Toscana, terra dell’Umanesimo e del Rinascimento, dovrà avere un ruolo centrale nello sciogliere questi nodi”.

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