Pci, i candidati lanciano la battaglia: “Serve una politica pulita”

Ecco la lista degli aspiranti al consiglio regionale

E’ stata presentata ufficialmente oggi pomeriggio (28 agosto) a Viareggio la lista del Pci per le elezioni regionali. I candidati sono Paolo Annale, Lucia Mango, Giovanni Meccheri e Paola Saletta.

“Dopo trent’anni – hanno voluto sottolinea i candidati – torna sulla scheda elettorale il simbolo del Partito Comunista Italiano, il simbolo del Pci. Trent’anni segnati da una progressiva devastazione sociale e spoliazione di diritti; a partire da quelli del lavoro. Oggi, dopo quello sanitario, siamo stretti nella morsa del massacro sociale e sottoposti all’aggressione di una destra volgare, pronta a saldare nuova rabbia e vecchie pulsioni antidemocratiche ed  tutto non si riduca a elemosina sociale, a rendita politica e finanziaria di lobby trasversali tenute insieme non dalle idee ma dagli interessi. Serve un piano generale del lavoro per i giovani e le ragazze attraverso la leva dello sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente, dell’innovazione, della cultura e del turismo. Dimensioni che si colleghino alla valorizzazione dei borghi, del patrimonio artistico, della filiera agroalimentare”.

“Serve ridare dignità ad una politica pulita, vissuta come servizio. Noi – hanno spiegato – camminiamo sulle gambe di un grande patrimonio politico e ideale, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Perché la Toscana torni ad essere terra di sviluppo, di diritti civili e sociali più forti, terra di accoglienza, di cultura ed innovazione; c’è bisogno di una forza che guarda avanti con le radici ben piantate nella propria storia ed in quella delle lotte di questa terra per la libertà e la democrazia. E’ necessario ricostruire una sinistra coerente; una sinistra che “fa quello che dice”. Soprattutto in terra di Toscana, serve recuperare l’ambizione che un tempo fu dei comunisti, quella non semplicemente di amministrare, ma di governare il territorio. Non c’è libertà senza pane e non c’è liberazione senza diritti. Si avanza e ci si difende, se si avanza tutti. Questo cammino si chiama emancipazione. Per questo, in questi tempi nuovi e difficili, non basta dirsi genericamente a sinistra. Serve una nuova e più avanzata diga democratica ed antifascista; intelligente, aperta. Basta col meno peggio. Basta con una sinistra sbiadita, immemore, debole verso i poteri forti, moderata”.

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