Tetti contro la Rete dei Comitati: “Sfiducia atto di inutile accanimento diffamatorio”

Il presidente dimissionario denuncia la violazione dell'articolo 3 dello Statuto: "Violata autonomia e indipendenza dell'associazione"

Non si fa attendere la replica di Eros Tetti, presidente dimissionario, alla Rete dei Comitati.

“È quantomeno bizzarro – dice –  essere sfiduciato dopo essersi autonomamente dimesso proprio per correttezza nei confronti della Rete dei Comitati. Peraltro non solo tenendo fede ma addirittura anticipando le dimissioni, cui non ero in alcun modo tenuto dallo statuto, dato che nell’ultima assemblea del novembre 2019 avevo annunciato che mi sarei autosospeso all’atto di una eventuale candidatura e dimesso solo in caso di elezione in consiglio regionale. Ho ritenuto, invece, di farlo prima per non coinvolgere in alcun modo la Rete. Tuttavia, se qualcuno, non fra i comitati, di cui godo la stima, ma nella giunta, desiderava che io lasciassi la carica di presidente, lo avevo già accontentato con la mia generosa ed autonoma decisione”.

“Ma leggo, invece – prosegue – che non è bastata la mia dimissione ma si è voluto “sfiduciare”, con un atto inaudito nella storia, un presidente dopo che questi si era già dimesso autonomamente.  E allora, mi sono domandato quale fosse la reale natura e volontà dietro tale accanimento contro la mia persona. E una spiegazione – che chiedo di confermare o smentire alla giunta, data la sua gravità – la dà proprio PerUnaltracittà quando scrive: “Tetti è infatti candidato nella lista Europa Verde Toscana”, quindi si descrivono alcuni dei punti del programma elettorale di Eugenio Giani, come la pista parallela dell’aeroporto e il gassificatore a Livorno cui la Rete si è da sempre opposta. E qui la frase illuminante: “Anche per questo motivo “la giunta ha altresì sfiduciato lo stesso presidente uscente, constatato il venir meno del rapporto fiduciario per ragioni sostanziali e formali””.

“Cioè, ricapitolando – dice Tetti – la giunta (formata, peraltro, dalla metà dei suoi membri) avrebbe accusato Eros Tetti di appoggiare programmi contro cui lo stesso Eros Tetti, da presidente della Rete aveva sempre combattuto e che sono alla base dell’attuale programma – come ognuno potrà leggere – di Europa Verde e di Eros Tetti (a dimostrazione che in un paese civile e non totalitario, come forse qualcuno auspica, si può collaborare anche se non si condividono al 100 per cento le opinioni); la giunta non ha nemmeno letto il programma di Eros Tetti che coincide esattamente con tutte le battaglie più avanzate condotte dalla Rete nel periodo di presidenza Tetti (dalle Alpi Apuane all’Amiata passando, solo per citarne due, dal no all’Aeroporto di Firenze e al gassificatore di Livorno); la giunta – e questo se confermato sarebbe di una una gravità assoluta, per cui interverrei nelle sedi ufficiali – in sostanza avrebbe “sfiduciato” – come atto di inutile accanimento diffamatorio – Eros Tetti perché egli si è presentato in una coalizione politica non approvata dai singoli membri della giunta. In ciò la giunta -se fosse confermato – avrebbe gravemente violato l’articolo 3 dello statuto della giunta stessa laddove recita che la Rete è “autonoma ed indipendente” dalle forze politiche e dunque ogni suo dirigente deve operare nell’interesse della Rete stessa e non del suo orientamento politico, dando atto che la Rete non ha alcun orientamento politico, partitico o elettorale; la giunta non ha trovato, invece, niente da eccepire nel fatto che il membro (dunque un dirigente) della giunta, Pascucci, è candidato nelle liste del M5S e si è solo autosospeso. Qui aspetto la motivazione della giunta che, ovviamente, non può essere di carattere politico ai sensi dell’articolo 3 dello Statuto”.

“Infine i tempi – chiude Tetti – Si dice che sarebbe venuto meno il “rapporto fiduciario per ragioni sostanziali e formali”, lasciando intendere chissà che cosa ma, stranamente, questa constatazione avviene, a orologeria, immediatamente dopo che ho comunicato la mia candidatura con Europa Verde e non dal novembre 2019, da quando, causa anche Covid, la Rete è stata di fatto inattiva”.

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