Ceccardi a Lucca da candidata presidente: “Mi sento come Davide contro Golia” foto

Dalla gestione dei rifiuti, alle imprese fino alla questione immigrazione, l'ex sindaca di Cascina: "Toscana pronta a voltare pagina"

“Questa sembra la sfida di Davide contro Golia, ma la storia ci insegna che a volte Davide vince: smantelliamo il sistema di potere della sinistra in Toscana, mandiamoli a casa”: lo afferma Susanna Ceccardi, europarlamentare, già sindaco di Cascina e oggi impegnata nel duello con Eugenio Giani per lo scranno più alto in Regione, quello di Governatore. Una folla di un’ottantina di sostenitori e curiosi si è riversata stasera in piazza Anfiteatro a Lucca per ascoltare la leader del centrodestra unito per quella che è “l’occasione della vita”.

Due i temi forti da cui ripartire: il sociale ed il lavoro, avamposti di una campagna elettorale che dovrà essere portata avanti, dice la candidata, consumando le suole. “Golia – riprende la metafora – non è necessariamente Enrico Rossi. Non è nemmeno il signor Giani. Golia è un apparato di potere pervicace che si instaurato in Toscana da mezzo secolo: è l’arroganza di chi prende provvedimenti ad hoc contro il dottor Trivella, di chi sanziona un membro dell’Asl per aver rilasciato un’intervista, di chi ti chiede la tessera di partito se vuoi lavorare”. Per Ceccardi la Toscana a guida centrosinistra è contrassegnata dall’immobilismo più acuto: “Non hanno mai realizzato un vero sistema di smaltimento dei rifiuti per rendere autonomi i territori, facendoci pagare tariffe salatissime. La nostra rete idrica disperde il quaranta per cento dell’acqua perché è un colabrodo al quale non si è mai voluto mettere mano. E che dire del sociale e del lavoro? Si sono appiattiti sui sindacati, mentre questa gente non ce la fa più a vivere. Sono fuori dalla realtà”.
C’è spazio anche per una delle roccaforti dell’agenda leghista, come il tema dell’immigrazione: “Ho voluto segnalare quanto accaduto ieri a Campiglia Marittima (quando un soggetto è stato sorpreso a fare un barbecue in strada con un gatto, ndr) perché ne ho abbastanza di questo sistema falso buonista. Quella è una scena da tribù dell’Africa profonda, che non ha nulla da spartire con la nostra civiltà. La civiltà è integrazione vera: mi chiedo come funzioni l’accoglienza del centrosinistra se queste persone sono costrette ad arrostire felini per mangiare. Quando vinceremo – annuncia – smantelleremo il sistema delle cooperative rosse e degli amici degli amici”.
Perché se una cosa è certa è che Ceccardi è intenzionata a farcela: “Sia chiaro – ammonisce – che non siamo qui per partecipare, a differenza degli anni passati. Credo che per amministrare bene serva l’esperienza sul territorio ed a noi non manca: mi candido per vincere, non per fare opposizione. Cosa farò se perdo? Ma qualcuno lo chiede mai a Giani, che vive nelle istituzioni da trent’anni? Io – precisa – un posto già ce lo avevo, a Bruxelles. Piuttosto chiedete alla Bonafè – attacca – che parla di me, ma ha scelto di rimanere eurodeputata perché aveva paura”.
Non sarà, comunque, una campagna elettorale contrassegnata dall’acredine, anche se l’incipit aveva lasciato presagire tutt’altro: “Loro ci attaccano perché hanno paura, ma noi siamo disposti a confrontarci soltanto sui temi. Giani? Mi dicono che sia una brava persona e non lo metto in dubbio. Non lo contesto come uomo: contesto l’apparato di potere che rappresenta, in perfetta linea di continuità con Rossi e con mezzo secolo di Toscana rossa”. Ceccardi porta poi l’esempio di quanto accaduto in sei Comuni su dieci in Toscana, governati dal centrodestra: “Lì – dichiara – non abbiamo vinto soltanto grazie ai voti del centrodestra. Se così fosse stato saremmo ancora all’opposizione: ci hanno votato i cittadini che prima avevano eletto quelli di sinistra, perché si sono accorti di quanto vivono peggio oggi. Come potrebbe essere altrimenti – l’altra bordata sull’immigrazione – del resto, se il settantacinque per cento delle case popolari in Toscana vengono assegnate ad immigrati?”.
Il tour elettorale della Ceccardi tocca da vicino anche molte imprese: “Abbiamo l’ingegno, la voglia di fare, le eccellenze. Dobbiamo rilanciare questo grande tessuto economico sempre più abbandonato dal centrosinistra, perché sappiamo bene come made in Italy quasi sempre coincida con made in Tuscany, nel mondo. Sarà un viaggio duro, ma bellissimo, comunque vada”.

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