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Per Vagli e Roggio: “Comune bloccato, maggioranza dimostri di voler bene al paese”

Appello dell'opposizione: a rischio anche le concessioni per le cave

“Il nostro Comune è bloccato e avrebbe bisogno di correre”.
 Lo dice il gruppo di minoranza Per Vagli e Roggio.

“Da quando il terremoto giudiziario si è abbattuto su Vagli lo scorso 25 maggio – dice l’opposizione – il nostro Comune è praticamente bloccato. Gli impiegati passano la maggior parte del tempo senza poter espletare appieno il loro lavoro, non essendo forniti di materiale e computer per lavorare. È difficile mettere a protocollo un foglio, che viene protocollato a mano come in passato, impiegando tempi biblici per la protocollazione di un semplice atto. Non possono essere adottate deliberazioni e determinazioni non essendo più presente l’albo on line e non avendo istituito un albo, benché non telematico, visibile a tutta la popolazione. Almeno così a noi risulta, come da richiesta effettuata e alla quale non è stata data risposta alcuna”.

“In questo momento questa situazione non ci voleva – dice ancora la minoranza – considerando che siamo latitanti anche in un altro organismo, l’Asbuc (Amministrazione separata beni di uso civico) dove la Regione non ha tempi celeri nell’emettere le surroghe, lasciando così l’ente impantanato e i cittadini, a fronte di tale indecisione, non si stanno più rendendo conto chi sono i loro amministratori del demanio civico.
 Le cave di marmo sono chiuse e tutti gli operai della Coop Apuana Marmi sono a casa perché non hanno i permessi. 
In paese sembra di vivere un film, tra lettere anonime, riunioni segrete e valigette misteriose.
 Un momento di profilo così basso per il nostro Comune, a memoria d’uomo, non si era mai toccato”.

Da un anno noi della minoranza cerchiamo di riportare legalità nel paese – dice la minoranza – ma a suon di derisioni, intimidazioni e denunce, più o meno velate, questa maggioranza, che amministra per una differenza di soli sedici voti, non ce l’ha permesso.
 Da un anno diciamo, in ogni santo consiglio comunale, che i permessi delle cave devono avere approvazione di Asbuc. Non ci avete mai ascoltati, avete tirato avanti con atti che si riveleranno nulli con le inimmaginabili conseguenze che ricadranno sulla popolazione. Da un anno stiamo dicendo che le sentenze Asbuc dovevano arrivare, il sindaco in primis in più di un’occasione ci diceva nei consigli Ccmunali che non esistono sentenze e che comunque si devono aspettare i tre gradi di giudizio. Addirittura il vicesindaco in più occasioni, ha affermato che prima di giungere alle conclusioni del commissariato Asbuc ci sarebbero volute decine di anni. Da un anno stiamo dicendo che non è pensabile che in un Comune, si possa accentrare tutto il potere su una sola persona, delegando la stessa a gestire come responsabile ufficio personale, anagrafe, stato civile, elettorale, statistica, ufficio casa, caccia e pesca e, cosa più eclatante, l’ufficio tecnico con l’adozione di tutti gli atti inerenti affidamenti diretti, somme urgenze, gare d’appalto, sia per lavori pubblici sia per edilizia privata. Questi ruoli dovrebbero essere ricoperti da persone che hanno competenze tecniche, la persona delegata sicuramente non le possiede e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se vi chiedete perché nella conferenza dei servizi di pochi giorni fa le due cave che ne erano oggetto, non sono state autorizzate, ve lo diciamo noi: non si sono fatti fare ad Asbuc i passi necessari per consentire la lavorazione delle cave“.

“State aspettando – prosegue la nota – che succeda lo stesso anche alla cooperativa Apuana che già, per motivi non ben precisati dal suo presidente, è in questa assurda situazione?
 Vi abbiamo detto centinaia di volte di liberare l’Asbuc volontariamente, visto che alcuni di voi erano e sono palesemente ineleggibili e incandidabili, ora che c’è una sentenza esecutiva emessa da un giudice e continuate a fare giochetti come se non vi importasse niente delle persone che sono a casa.
 Dopo un anno possiamo dire che l’amministrazione Lodovici è già tragicamente fallita su tutti i fronti, naufragata sotto il peso della mancanza di trasparenza (vogliamo ricordare le decine e decine di richieste della minoranza, alle quali non si è data risposta alcuna ne consegnato alcun atto), legalità (ricordiamo gli atti nulli emessi dal Comune con soggetti dichiarati incandidabili: è palese che il 29 aprile 2019 quelle persone non avrebbero dovuto candidarsi) e cosa più importante non si è rispettato il principio del buon andamento. Infatti invece di aiutare i cittadini si è continuato a farli vivere in un clima di timore e di silenzio che porta ad un inumano senso di frustrazione indistintamente per tutta la popolazione”.

“Ve lo chiediamo col cuore – conclude la lettera – Rendetevi conto che avete in mano il futuro di una comunità intera, liberate gli scranni che occupate da troppo tempo, questo è il nostro appello. Se volete bene al paese e non siete solo incancreniti su quelle poltrone è l’ora che facciate un gesto di rispetto nei confronti delle istituzioni e del popolo di Vagli che non merita certamente quello che sta succedendo. Per quanto riguarda lo svuotamento del lago dobbiamo purtroppo avallare la preoccupazione dei molti cittadini che ci chiedono se ci farete perdere l’occasione del lago vuoto: è probabile. C’è bisogno di un fronte unico tra i comuni per rapportarsi con Enel, l’evento sarà di proporzioni esagerate per la nostra terra, la politica isolazionista (vedasi l’essersi ostinati a non voler far parte dell’Unione Comuni Garfagnana) che avete portato avanti da anni non va bene e non porta risultati: ne siete la tragica dimostrazione. Forse il vostro tempo è finito e il 26 di maggio 2019 il popolo di Vagli ve l’ha voluto dimostrare. Quei 16 voti di scarto sono veramente pochi, se consideriamo che la nostra lista era composta da otto persone e la vostra da dieci. Cercate di ragionare, non fatevi accecare dall’orgoglio”.

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