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Bertieri (Orgoglio Comune): “Giovani disabili al lavoro nelle aziende agricole sociali”

La consigliera lancia la proposta al Comune

Yamila Bertieri consigliere comunale a Borgo a Mozzano con il gruppo Orgoglio Comune ha depositato una nuova interpellanza con oggetto l’avvio di percorsi per l’inserimento lavorativo di giovani disabili nelle aziende agricole sociali.

“La tutela dei bisogni delle persone con limitazioni funzionali  rappresenta da alcuni decenni una delle più rilevanti sfide delle società sviluppate e uno dei tanti modi efficaci, per mantenere i soggetti attivi e coinvolti nella società”, spiega il consigliere Bertieri.

“Con il termine agricoltura sociale (AS)- prosegue il consigliere– si indica infatti l’insieme delle pratiche, anche molto differenti tra loro, realizzate a beneficio di soggetti con handicap fisico o psichico, o indirizzate a fasce della popolazione (bambini, anziani). Tali aziende e/o cooperative sociali agricole, comprendono attività formative, d’inclusione, d’integrazione socio-lavorativa, di svago e di benessere. Rappresentano una multifunzionalità, un intreccio tra processi produttivi e dimensioni terapeutico-riabilitative, educative, ricreative, che trova la sua continuità proprio nelle caratteristiche specifiche della dimensione agricolo: gli spazi, i ritmi, la diversificazione delle mansioni, il variare delle stagioni e delle coltivazioni, la condivisione del prodotto finale, la comprensibilità dei processi, la riscoperta della normalità”.
“Le aziende agricole sociali, – va avanti Bertieri – creano quindi un processo produttivo e della mutua solidarietà tra le persone, che cura ambiente e territorio e offre spazio e occasioni a chi non ne ha sul mercato del lavoro. Una sensibilità e una professionalità che hanno prodotto negli anni, risposte di integrazione e accoglienza per centinaia e forse migliaia di persone svantaggiate, recando così un contributo originale e importante al benessere collettivo. Per poter aprire un’azienda didattica la normativa prevede di presentare una richiesta e la presentazione del programma al proprio comune ed il richiedente deve essere un imprenditore agricolo, ovvero un individuo che già esercita un’attività nell’ambito agricolo, come coltivatore, allevatore di animali o, comunque, un’attività connessa a questo campo”.

“Una bella iniziativa diretta alla promozione della cultura, dell’inclusione sociale, del contrasto alla discriminazione e alla marginalizzazione di qualsiasi individuo – prosegue -. L’accessibilità a tutti i livelli, dall’ambiente, privato e pubblico, all’istruzione, al lavoro, all’informazione e ai servizi, ai trasporti, ai servizi culturali, ricreativi e sportivi, rappresenta infatti un pre-requisito per consentire alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali. Sembra inoltre, che anche il censimento dell’agricoltura ha inserito per la prima volta l’agricoltura sociale nel questionario distribuito alle aziende per le statistiche ambientali e territoriali dell’Istat”.

“Per questo – spiega -, ho chiesto all’amministrazione molto attiva in ambito sociale e di cui insieme ad un altro consigliere faccio parte della commissione istruzione, cultura, sport, sociale e pari opportunità con risposta scritta, se abbia in questi anni aderito ad avviare percorsi di inserimento lavorativo di giovani disabili attraverso le aziende agricole sociali o se vi sono state richieste per la loro attivazione dato che è una realtà ancora piccola ma, in forte crescita e che rafforza ancora di più l’ inclusività, i percorsi riabilitativi e terapeutici nei confronti dei soggetti portatori di handicap o anziani, ma non solo- conclude Bertieri- potrebbe essere anche un modo per produrre beni da immettere nel mercato, creare opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro, attraverso l’acquisizione di tecniche professionali o di pratiche agricole e occasioni di aggregazione per gli anziani”.

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