Giorgio Daniele: “Zona arancione, si consentano spostamenti in tutta la Valle”

Il consigliere d'opposizione chiede al sindaco di attivarsi con Unione dei Comuni e prefettura

Chiarire subito la questione degli spostamenti consentiti in zona arancione. A chiederlo al sindaco di Coreglia, Marco Remaschi è il consigliere d’opposizione Giorgio Daniele: “L’ipotizzato inserimento della Toscana dal prossimo 4 dicembre in zona arancione, ripropone anche nella Valle del Serchio una serie di quesiti interpretativi su spostamenti e raggiungimento dei servizi che, si spera, potranno essere chiariti nei prossimi giorni”.

“La invito pertanto – aggiunge – ad attivarsi con l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio e pconresso la Prefettura di Lucca, per cercare di dare risposta ad una richiesta, formulata di alcuni cittadini del nostro Comune, che giro per competenza. Da quanto è dato sapere, gli spostamenti, in zona arancione, saranno limitati all’interno del comune di residenza, solo lo stato di necessità per motivi di lavoro o studio potrà consentire un diverso comportamento, con l’applicazione del criterio della prossimità dei servizi: ovvero ci si sposta per raggiungere quelli più vicini alla propria abitazione anche se sono fuori Comune. Da qui la richiesta, o meglio l’invito ad attivarsi nelle sedi opportune, affinchè nei prossimi giorni, anche attraverso la condivisione delle problematiche ad un tavolo istituzionale presso la Prefettura, fra le altre possa essere valutata anche la possibilità di allargare i confini del comune di residenza, con quelli dell’intero territorio della valle”.

“Il settore del piccolo commercio – si spiega -, è strangolato dalle norme restrittive alla circolazione e, anche nella ipotesi di una riapertura delle attività, in una Valle come la nostra, costituita da tanti piccoli comuni montani, ne esce fortemente penalizzato dal divieto di circolazione al di fuori del comune di residenza. Una clientela da tempo fidelizzata, se residente fuori dal comune dove ha sede la singola attività commerciale, non potrà raggiungerla e, se pur in presenza di numeri limitati, le attività collasseranno in occasione delle feste natalizie. Con quale criterio un comune come Coreglia, ma questo vale anche per tante altre piccole realtà , deve essere considerato come il comune di Firenze? Gli abitanti del nostro territorio montano, hanno le stesse opportunità di quelli di una città metropolitana? E dove è più alto il rischio di contagio? Chiedo pertanto di ascoltare la voce di questa categoria, di valutare e condividere L’ipotesi di considerare l’intera Media Valle del Serchio, come un unico territorio e di far arrivare la voce delle categorie commerciali del nostro Comune al Prefetto di Lucca”.

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