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Omelia del parroco contro la legge sull’omofobia, Don Nando: “Il Vangelo parla di amore e inclusione, basta fomentare odio”

La risposta in un video-sfogo al prete di Belmonte Mezzagno: “Hai distrutto una celebrazione eucaristica e l’hai fatta diventare un comizio elettorale”

È una legge bavaglio. Adesso in Italia abbiamo le categorie protette: sui preti puoi dire tutto, Dio lo puoi bestemmiare, sui giornalisti puoi dire tutto, sui politici no, sugli omosessuali se parli vai in galera”. Sono queste le parole dell’omelia all’aperto del parroco di Belmonte Mezzagno, in provincia Palermo, diventate virali sui social. Dal sagrato allestito davanti all’ingresso della chiesa, il sacerdote ha attaccato la legge contro l’omotransfobia, il ddl Zan/Scalfarotto.

Il parroco di Coreglia Antelminelli Don Nando Ottaviani – che a breve, dopo 20 anni in Mediavalle, sarà il nuovo parroco di tutte le parrocchie della comunità parrocchiale del Compitese – ha pubblicato un video sfogo su questa vicenda tramite il suo canale social: “Tutte falsità – così definisce le affermazioni del parroco di Belmonte Mezzagno -. Approfittare di una messa all’aperto per introdurre e mettere in mezzo all’omelia, che riguarda la parola di Dio, un comizio politico elettorale è molto sbagliato. Qui non si tratta di mettere un bavaglio, le opinioni sono libere finché non fomentano odio verso le minoranze. Se anche noi preti incominciamo a istigare odio e rancori nei cuori della gente, abbiamo chiuso. Ma chi l’ha detto che se uno parla male dei gay deve andare in galera? Prima di tutto, perché tu preti devi parlare male? Dovremmo parlare bene del nostro prossimo, non fomentare odio”.

“La politica in chiesa non ci deve entrare – prosegue Don Nando -. Così si semina paura e disuguaglianze, si lancia il messaggio che non bisogna aver paura di attaccare le persone omosessuali, lesbiche, trans, eccetera. Da queste prediche nascono dei gruppi pseudo-religiosi in cui si fomenta ancor di più l’odio, in cui si ha la presunzione di dire: ‘se sei gay non puoi essere cristiano, non puoi pregare e andare in chiesa’. Non è giusto che la chiesa approfitti della parola di Dio per parlare di politica. Caro Don, ma parla del male, di chi fa del male contro il prossimo, di chi uccide per cattiveria. Parla delle persone che danno scandalo anche nel mondo della chiesa, parla di uomini di chiesa, di cristiani, padri e madri di famiglia che danno scandalo alla società. Caro Don, hai distrutto una celebrazione eucaristica e l’hai fatta diventare un comizio elettorale per dar man forte a chi, anche tra uomini di stato che dovrebbero servire il cittadino, fomenta odio, maltratta il prossimo e non mette in atto il Vangelo. Caro Don, tu forse hai alimentato i punti di voto per chi sostieni, per dar ragione forse a Salvini, alla Meloni, a Pillon. Cari amici, non ascoltate questi politici che si armano di valori religiosi. I gay non sono contro la chiesa cattolica e lo stato che è laico va avanti con le sue leggi. Il Vangelo parla di amore e accoglienza, dell’inclusione e non dell’esclusione. Tu dovevi dire di amarre tutti, un comizio del genere lo fai al di fuori di una celebrazione liturgica. Cristo non è morto solamente per chi tanto si ritiene cristiano osservante, è morto per tutti”.

“Anche il papa l’ha detto: ‘chi sono io per giudicare un uomo gay che vuole vivere la fede in Cristo?’. C’è gente che vuol ‘guarire’ gli omosessuali, ritenuti addirittura malati e bisognosi di preghiere e esorcismi. L’omosessualità non è una malattia, non è una scelta. Il male, invece, è andare contro il prossimo: questo è andare contro la legge di Dio. Chiedo perdono in diretta per tutte le persone che si sentono ancora offese da noi preti, oltre che dalle istituzioni. Farò una preghiera per voi – conclude Don Nando – affinché abbiate la forza di andare avanti”.

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