Agrinsieme al Governo: “Siano ammesse attività forestali per la sicurezza del territorio”

Pur nel rispetto delle misure anticontagio, le attività di silvicoltura - sostiene Agrinsieme - sono necessarie soprattutto nelle zone montane

Siano considerate attività consentite quelle legate alla gestione forestale, dalla produzione di legna da bruciare alle manutenzioni per prevenire incendi e danni idrogeologici. Questa, in sintesi, la richiesta del coordinamento Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari. Proposte fatte arrivare sul tavolo del presidente del consiglio Giuseppe Conte, del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova, dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e della salute Roberto Speranza.

“Le imprese forestali che operano in contesti che sono prossimi alla conclusione dell’annata silvana – ha scritto Agrinsieme – hanno specifici impegni relativi al completamento delle operazioni previste dai piani di taglio, che sono messe a serio rischio da tempistiche ridotte o insufficienti; le imprese impegnate nella produzione di legna da ardere, ad esempio, se non completeranno in tempi idonei le attività forestali, rischiano di dover immettere il materiale sul mercato nella prossima stagione invernale. Le sospensioni di cui al Dpcm del 22 marzo, inoltre, rischiano di porre forti limitazioni agli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di prevenzione del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza del territorio, tutte operazioni strategiche per la sopravvivenza e la gestione dei territori e della montagna”.

“Problematiche simili – prosegue Agrinsieme – si riscontrano per le imprese boschive che producono cippato di legno destinato alle reti di teleriscaldamento o di cogenerazione, che rischiano di perdere contratti di fornitura, e per le imprese forestali impegnate nell’approvvigionamento degli imballaggi in legno (pallet) per il settore agroalimentare ma anche per comparti, come ad esempio quello farmaceutico”.

“Nei territori colpiti dalla tempesta Vaia – fa notare il coordinamento – ci sono ancora grandi quantità di alberi schiantati a terra ed è necessario proseguire i lavori di raccolta, così da terminarla nel più breve tempo possibile e limitare di conseguenza i danni degli attacchi di parassiti”.

“Per tutte queste ragioni, fermo restando la tassativa applicazione del protocollo condiviso fra il Governo e le parti sociali per la regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del Covid-19, o cosiddetto coronavirus, negli ambienti di lavoro, riteniamo di fondamentale importanza – conclude Agrinsieme – inserire tra le attività consentite e descritte nell’allegato 1 del Dpcm del 22 marzo, come modificato dal decreto ministeriale del 25 marzo, quelle rientranti nel codice Ateco 02, ovvero silvicoltura e altre attività forestali, utilizzo di aree forestali, raccolta di prodotti selvatici non legnosi e servizi di supporto per la silvicoltura”.

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