Pirogassificatore Kme, via alla conferenza dei servizi sul progetto. Entro maggio chiusa l’inchiesta pubblica

Perplessità sull'iter dalla Libellula che mette in guardia: "Pronti a fare il ricorso contro un'eventuale autorizzazione"

Entra nella fase decisiva il percorso per tracciare il futuro di Kme di Fornaci di Barga, relativamente al progetto del pirogassificatore. Oggi (12 febbraio) infatti parte la conferenza dei servizi sul progetto presentato dall’azienda, mentre vanno avanti gli appuntamenti con l’inchiesta pubblica.

Massima attenzione al percorso da parte del Movimento La Libellula, che invita i cittadini a partecipare ai momenti di discussione previsti.

“Ci eravamo lasciati con la presentazione delle integrazioni al progetto da parte dell’azienda – scrivono dalla Libellua -, dopo le richieste degli enti preposti; a questo punto tutto è pronto per la Conferenza dei Servizi, che partirà martedì 11 febbraio e dove gli stessi enti esprimeranno il loro giudizio per poi arrivare alla decisione finale da parte della Regione: un sì o un no, dunque, atteso al massimo entro l’inizio di giugno”.

“Nel frattempo – aggiunge Libellula – è iniziata anche l’inchiesta pubblica con la prima adunanza tenutasi il 31 gennaio all’ex cinema Smi oggi sala incontri Circular Academy: si trattava della audizione preliminare durante la quale il presidente della Commissione, avvocato Giovanni Iacopetti, ha nominato su proposta delle parti i due commissari e cioè l’ingegner Fruttuoso, rappresentante di Kme e l’architetto Stevanin, rappresentante delle parti contrarie al progetto e autore delle osservazioni per conto del comune di Gallicano (già noto per la sua precedente esperienza contro il progetto di inceneritore della Lucart)”.

“La prossima adunanza, come da avviso al pubblico – ricorda Libellula – si terrà il 21 febbraio alle 18, ancora all’auditorium di Kme, durante la quale l’azienda farà la presentazione del progetto e non sono previsti interventi da parte del pubblico; nelle due successive adunanze fissate per il 28 febbraio e 6 marzo alle 21 al teatro dei Differenti a Barga, saranno invece protagonisti gli autori delle osservazioni che illustreranno al pubblico presente le criticità e i motivi per i quali questo progetto non s’ha da fare; ci sarà poi un’udienza finale (di cui deve essere decisa ancora la data) durante la quale saranno illustrate le conclusioni a cui presidente e commissari sono arrivati e che saranno inviate in Regione; ricordiamo a tutti che, al pari delle conclusioni del processo partecipativo, conclusosi in ottobre, nemmeno queste saranno vincolanti per il decisore, ma forniranno comunque una indicazione a lui utile”.

“Che dire sull’inchiesta pubblica? A molti – sottolinea Libellula – ha destato perplessità la scelta della location per l’audizione preliminare: può un’inchiesta che si dice pubblica svolgersi all’interno dei locali privati del proponente il progetto? Non mettiamo in dubbio che a termini di legge tutto sia perfettamente regolare, ma certo ci sentiamo di condividere queste perplessità, anche alla luce dell’atteggiamento che finora l’azienda ha tenuto con le istituzioni locali e la popolazione, non certo aperto e conciliante; né ci convince del tutto l’argomentazione secondo cui, dato che l’inchiesta pubblica è a spese del proponente, si debba tenere almeno in parte nei suoi locali: se Kme non voleva incorrere in questi costi (peraltro risibili se pensiamo all’investimento di cui stiamo parlando) aveva una scelta molto semplice a sua disposizione, non proporre questo progetto”.

“Sia come sia, il Movimento – si legge in una nota – ha richiesto con forza al presidente Iacopetti di spostare in un’altra location le audizioni, ottenendo il risultato almeno per quelle in cui saranno presentate le osservazioni mentre per quella del 21 febbraio pare non fosse possibile a causa delle tempistiche richieste per le verifiche sugli impianti audio e proiezione del Teatro; bene, ma non benissimo”.

“Come Movimento comunque raccomandiamo ai cittadini la massima partecipazione a tutte le adunanze – spiega Libellula -: al di là dell’indubbio interesse sui contenuti, chissà che magari qualche dirigente o esponente politico regionale non sia presente in queste serate, in tal caso fargli capire quanto sia sentito questo problema nella nostra Valle sarebbe estremamente importante, anche perché abbiamo la netta percezione che a Firenze, in giunta, tendono a scordarsi quello che è successo fino ad ora in termini di movimento popolare. Per quanto riguarda le modalità di partecipazione ricordiamo che è necessario per prima cosa che ci inviate i nominativi con residenza, luogo e data di nascita entro il 19 febbraio – alle 16 (potete scrivere alla nostra mail info@movimentolalibellula.com o contattarci personalmente) che poi comunicheremo noi via pec  ma è anche necessario compilare il modulo di partecipazione all’inchiesta pubblica da riconsegnarci, anche questo, entro il 19 febbraio”.

“Tornando alla Conferenza dei Servizi – prosegue Libellula -: la decisione che scaturirà a maggio-giugno segnerà davvero la fine di questa storia? Se l’autorizzazione sarà negata, a meno di ricorsi da parte dell’azienda, potrebbe essere davvero la fine non solo di questo progetto ma anche di decenni di tentativi di fare della Valle del Serchio il luogo di smaltimento dei rifiuti industriali toscani; ma se invece la Regione dovesse dare il consenso, la via obbligata a quel punto sarebbe il ricorso al Tar”.

“Come abbiamo spiegato alla partecipatissima cena del Movimento del 6 febbraio – aggiunge Libellula -, questa strada sarebbe molto costosa (siamo nell’ordine delle decine di migliaia di euro) per cui è necessario iniziare a preparare le risorse; l’idea è quindi di invitare fin da ora tutti i cittadini a impegnarsi nel caso si renda necessario il ricorso a versare una quota a sostegno delle spese legali firmando delle ricevute apposite (come questa che potete intanto trovare presso il negozio ControVento a Fornaci e la farmacia Simonini a Barga); naturalmente non si tratta di vere e proprie cambiali e nulla vieta che non si dia seguito all’impegno, anche per sopravvenute difficoltà personali; nondimeno questo permetterà al Comitato di potersi organizzare nel più breve tempo possibile e valutare le risorse a disposizione per sostenere l’azione legale; anche una piccola somma, magari da parte di tutti i sostenitori, potrebbe quindi fare la differenza”.

“Naturalmente – concludono – ci auguriamo tutti che non si debba arrivare a tanto e che gli enti preposti in Conferenza dei Servizi (primi fra tutti Arpat e Asl) valutino con assoluta imparzialità ed equidistanza gli elementi a disposizione (come la fantasiosa idea che quello proposto non sia un impianto di incenerimento ma di coincenerimento); siamo sicuri che sapranno essere nel loro giudizio  al di sopra dei positivi giudizi che la giunta regionale, meglio alcuni esponenti e secondo dichiarazioni pubbliche, hanno manifestato verso il progetto Kme”.

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