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Un docufilm per Poli, da Gallicano ai teatri Usa

Il nuovo documentario diretto da Valerio Ciriaci, Mister Wonderland, sarà presentato in anteprima mondiale alla 60esima edizione del Festival dei Popoli, nella sezione ‘Concorso italiano’, mercoledì (6 novembre) alle 18,45 nello Spazio Alfieri di Firenze. È un ritorno al Festival per Valerio Ciriaci, dopo il premio vinto al Festival nel 2015, con il film If Only I Were That Warrior (anche Globo d’Oro nel 2016).

Il nuovo film, che è stato scritto dal regista assieme alo storico del cinema Luca Peretti – autore e produttore del documentario – racconta la storia di Sylvester Zeffirino Poli, un umile figurinaio nato e cresciuto nella Lucchesia, che decide di partire in America alla fine del 1872, per trovare un po’ di fortuna. È la storia di un emigrato italiano che negli Stati Uniti diventò il più grande impresario teatrale e cinematografico del suo tempo: fu il proprietario di più di trenta splendidi teatri e cinema sparsi per il nord est, nonché il punto di riferimento per un’intera generazione di intrattenitori e spettatori. La storia di Poli è ripercorsa grazie a testimonianze e contributi: quelle dei suoi discendenti, Tim –  che vive in Connecticut – e Luana – cantante lirica scozzese-bolognese – e il contributo degli storici americani Anthony Riccio e Kathryn Oberdeck. Alternando passato e presente, materiale d’archivio e animazione, Mister Wonderland ricostruisce il viaggio di Sylvester dalle montagne della Toscana rurale all’America dei ruggenti anni Venti, alternando la sua biografia a un racconto più ampio di quel periodo durante il quale l’industria cinematografica era un settore fiorente. Oggi (4 novembre) il documentario è stato presentato in anteprima nell’auditorium Vincenzio da Massa Carrara della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il regista Valerio Ciriaci spiega qual è l’intento e il lavoro di ricerca per il film: “L’obiettivo è stato quello di recuperare la memoria di Zeffirino Poli, artigiano ed emigrato toscano, ma ho voluto cercare i filoni che collegano il tempo di Poli al nostro presente. La ricerca di tutta la documentazione è stata lunga, io e Luca Peretti partivamo da zero, ci siamo mossi tra gli archivi e i musei della Lucchesia, a partire da Gallicano, dove è nato Zeffirino Poli. Poi abbiamo scoperto che anche anche due discendenti di Poli, Tim e Luana, stavano cercando informazioni. Così Tim e Luana sono diventati i nostri occhi nell’esplorare il presente: con Tim abbiamo visitato i teatri fondati da Poli, mentre con Luana abbiamo visitato i suoi luoghi d’origine”. Luca Peretti aggiunge: “La storia di Zeffirino Poli è una storia di successo che al contempo ci parla anche di tante altre storie dimenticate”. Ciriaci spiega: “Oggi, negli Stati Uniti, così come in Italia, si assiste sempre di più a tentativi di restringere la cultura entro confini riduttivamente nazionali: la storia di Poli ci ricorda che il patrimonio artistico e umano si arricchisce dall’incontro tra più culture”. A tal proposito, Alessandro Bianchini, presidente della Fondazione Cresci, ha ringraziato il regista e tutti i suoi collaboratori, perché ritiene che sia importante riuscire a parlare dell’emigrazione e impegnarsi per sottoporre il fenomeno all’attenzione di tutti, e aggiunge: “Siamo lieti di prendere parte a questo evento oggi che, d’altra parte, ci permette anche di rendere drammaticamente attuale il fenomeno dell’emigrazione che tutt’ora è piuttosto consistente”. Alla proiezione era presente anche il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, che esprime la sua gratitudine verso tutte le persone che hanno realizzato e collaborato per la realizzazione del documentario, aggiungendo: “Grazie anche perché il film racconta l’identità del nostro territorio e la storia di tante famiglie, ma anche elementi di grande attualità”. Oggi, in occasione della proiezione erano presenti anche il produttore e il presidente del Lucca Film Festival, Nicola Borrelli, il presidente delle Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini e il produttore e direttore della fotografia, Isaak Liptzin. Il documentario è stato prodotto da Awen Films (New York), in collaborazione con Infinity Blue (Lucca) e Lucca Film Festival & Europa Cinema, con il sostegno della Fondazione Cresci per la storia dell’emigrazione italiana e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, e realizzato nell’ambito del Programma sensi contemporanei Toscana per il Cinema.

Gloria Congiu

 

 

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