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Dopo la rissa aggredisce i carabinieri: arrestato

Prima la rissa poi l’aggressione ai carabinieri: con queste accuse è stato arrestato uno straniero di origini marocchine che l’altra sera ha creato il caos a Piano di Coreglio. La sera, secondo l’accusa, prima aveva partecipato ad una rissa scagliandosi contro alcuni avventori di un bar provocando anche danni alla vetrina del locale e ieri (8 agosto) è ritornato nel locale. Gli animi si sono subito surriscaldati e l’uomo ha iniziato a infastidire i proprietari e i clienti presenti. Già il giorno prima era stato identificato e denunciato dai carabinieri ma nessuno poteva immaginare che il giorno dopo avrebbe proseguito. Imadde Qasdi, 38 anni, di origini marocchine, ieri (agosto) è stato protagonista di un episodio da film che si è concluso con il suo arresto per minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La proprietaria del bar aveva chiamato i carabinieri dopo aver addirittura chiuso la rivendita preoccupata per la sua incolumità e dei clienti visto l’episodio della sera precedente. I militari arrivati sul posto hanno visto che la donna li attendeva in strada e hanno notando le serrande chiuse del suo bar. Si sono avvicinati e sempre lei, esasperata ma con estremo coraggio, ha indicato un bar vicino al suo dove lo straniero si era rifugiato. I carabinieri lo hanno trovato seduto su uno sgabello nel bar e alla vista dei militari ha tentato di allontanarsi barcollando vistosamente forse in preda ai fumi dell’alcol. Nonostante lo stato alterato appena i militari hanno provato ad arrestarlo ha prima preso a calci la pattuglia e poi ha tentato di aggredire i carabinieri cercando di colpirli con testate e pugni. I militari sono riusciti ad ammanettarlo per portarlo in caserma dove però le violenze non sono affatto terminate, anzi, il peggio doveva ancora venire. Già in macchina l’uomo aveva proseguito a dare testate e calci allo sportello della pattuglia e minacciando i carabinieri con frasi offensive e minacciose di ogni genere e tipo. Ma in caserma non si è fermato. Ammanettato con le mani in avanti ha finto di essersi calmato e dopo pochi istanti è riuscito a impossessarsi di un taglierino sulla scrivania all’interno della stanza della caserma e ha cercato di colpire i militari presenti per poi rivolgere la lama contro se stesso praticando anche atti di autolesionismo. A quel punto i carabinieri sono riusciti ad ammanettarlo in una posizione ancora più sicura e trasportato prima in cella di sicurezza e poi dopo l’intervento dei sanitari del 118 in carcere dove tuttora si trova a disposizione della magistratura.
Intanto l’associazione Garfagnana ti voglio bene con la presidentessa Francesca De Martin stigmatizza l’episodio.
“Non è la prima volta e non sarà l’ultima – aggiunge Balsotti – in quanto anche sabato scorso, ci sono state botte da orbi, vetri infranti ed auto danneggiate nel parcheggio del Drop Club”.
Francesca De Martin, rinnova l’invito alla popolazione a sollevarsi contro questo status quo invitandola ad associarsi all’associazione tramite la pagina facebook: “Fare squadra con la popolazione infatti è fondamentale – dice – Fra femminicidi , morti ammazzati e risse, la Garfagnana si è allineata con la medie nazionali che pone la provincia di Lucca fra le dieci italiane maggiormente colpite dalla microcriminalità e violenza alle persone ed al patrimonio”.

Vincenzo Brunelli

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