Base, Vitiello: “Fatto fuori per coprire errori altrui” foto

“Qualche bugia e qualche mezza verità a proposito della Tari. Nel corso del Consiglio comunale del 30 marzo il sindaco Michelini ha affermato che per il 2018 la Tari sarebbe aumentata mediamente del 3,5 %. In realtà questa affermazione è inesatta”. Ad affermarlo è l’ex amministratore delegato di Base Giuseppe Vitiello che interviene sulla vicenda che da diversi giorni sta tenendo banco a Bagni di Lucca accusando pensatemente l’amministrazione di aver scaricato su di lui le responsabilità per errori commessi dagli uffici del Comune nella stima degli utenti effettivi e quindi delle entrate previste per il servizio.

“Nel 2017 – spiega Vitiello – la Tari ammontava a euro 1 milione e 700 mila euro, nel 2018 ammonta a un milione e 717 mila euro. Una differenza netta di circa 17 mila euro, pari ad un incremento dello 0,97%, ben lontano dal 3,5% dichiarato. Ma allora perché Michelini parla di un aumento del 3,5%? L’importo del 2017 veniva caricato per 1 milione e 417 mila euro alle utenze domestiche e per 283mila euro alle utenze non domestiche. L’importo del 2018 – afferma Vitiello – viene invece suddiviso 1 milione e 413 mila euro utenze domestiche e per 304mila euro alle utenze non domestiche. Come si vede, nel 2018 la Tari applicata alle utenze domestiche diminuisce, mentre aumenta quella a carico delle attività pari ad un incremento del 7,33%”.
“Esaminando poi nello specifico le tariffe determinate per le famiglie e per le attività – prosegue Vitiello – si nota che però esse aumentano. Come si spiega allora ciò? Molto probabilmente è stato corretto l’archivio generale dei contribuenti e quindi il totale delle utenze effettivamente tassate – ipotizza l’ex ad di Base -. Come dire che lo stesso costo viene ripartito tra meno persone e quindi ognuno è chiamato a dare un contributo maggiore. Una famiglia di 4 persone, ad esempio, passa da una tariffa 2017 per la parte fissa di 0,98 euro al metro quadro e per la parte variabile di 347 euro all’anno, ad una tariffa 2018 per la parte fissa di 1 euro al metro quadro e per la parte variabile di 361 euro all’anno. La stessa famiglia che abiti una casa di 100 metri quadri, nel 2017 pagava 445 euro, mentre nel 2018 ne pagherà 462, quindi 17 euro in più euro, con un incremento di circa il 4%. Un ristorante, altro esempio, passa da una tariffa 2017 per la parte fissa di 4,9 euro al metro cubo e per la parte variabile di 10,6 euro al metro quadro 10,61639 ad una tariffa 2018 per la parte fissa di 5,1 euro al metro quadro e per la parte variabile di 11 euro al metro quadro. La stesso ristorante che utilizzi una superficie di 200 metri quadri pagava nel 2017 3.104 euro, mentre nel 2018 ne pagherà 3.226, quindi 122 euro in più, con un incremento di circa il 4%”.
“Viene da chiedersi a questo punto – afferma Vitiello – se la giunta Michelini fosse a conoscenza di questi errori sugli archivi, errori che hanno determinato un minor gettito rispetto a quanto si stimava. Michelini e i suoi non hanno mai perso occasione per dare la colpa all’ex sindaco Betti di tutte le malefatte che incontravano ma perché hanno invece taciuto su questo aspetto? Probabilmente perchè questi errori erano all’interno di un monte di quasi 500 mila euro che gli uffici avevano inserito come costi generali sulla tariffa 2017. Una cifra enorme rispetto a quelle che altri comuni normalmente inseriscono nelle tariffe. Una cifra destinata probabilmente anche a far fronte a costi non necessariamente connessi alla gestione del servizio rifiuti”.
“Vale un principio fondamentale sulla Tari – aggiunge l’ex amministratore delegato -: il contribuente deve contribuire alla copertura del 100% dei costi del servizio ma non deve essere utilizzato nessun importo di questa tassa per pagare costi di altra natura, per la cui copertura si deve invece ricorrere ad altri capitoli del bilancio. La cosa strana è che mentre la giunta veniva a fare le pulci sui costi di Base nessuno mai ha dato un benché minimo dettaglio su come si spendevano, o si siano spesi, questi 500mila euro di costi generali. Evidentemente, sapevano benissimo che non era opportuno dettagliare questi costi e pertanto sapevano che difficilmente avrebbero potuto giustificare un possibile aumento della Tari per coprire gli errori prodotti dagli archivi non corretti. E allora ecco che inventano la responsabilità di Base, e del sottoscritto, come capro espiatorio. Allontanare lo sguardo di tutti per evitare che qualcuno potesse chiedere lumi sul comportamento degli uffici interni, era questo l’obiettivo. Di qui la necessità di un debito fuori bilancio che giustificasse anche aumenti arbitrari tali da coprire i mancati introiti dovuti agli errori sugli archivi”.
“Commettono però un errore fondamentale – continua Vitiello nella sua arringa -. Attivano inevitabilmente l’attenzione della Corte dei Conti e sollevano un vespaio inaspettato da parte dei cittadini che sono ben consapevoli del valore di Base e del servizio che effettua. Aver poi revocato l’incarico al sottoscritto è stato un secondo grave errore; anche in questo caso si attiveranno percorsi giudiziari di verifica che finiranno per mettere in chiaro le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Nella revoca il sindaco ha agito personalmente, senza né la condivisione della Giunta né del Consiglio Comunale. Una volta resosi conto dell’errore, sta cercando di distribuire questa responsabilità attraverso un consiglio comunale che dovrebbe esaminare la situazione ma oramai la frittata è fatta e non servirà certo una ratifica del suo operato a posteriori. D’altronde, si giustificherebbe male un consiglio comunale chiamato a giudicare l’operato del sottoscritto senza che il sottoscritto possa intervenire in nessun modo”.
“Un ultimo errore poi lo ha commesso a proposito del bilancio 2017 della società Base – va all’attacco Vitiello -. Il tentativo era quello di evitare che si parlasse del bilancio di Base prima del consiglio comunale. Per questo bisognava rimuovere Vitiello prima del consiglio. Invece, come prevede lo statuto, Vitiello ha correttamente convocato l’assemblea con al primo punto dell’ordine del giorno proprio l’approvazione del bilancio 2017. Non si può infatti giudicare il comportamento di Vitiello se non sono noti i risultati tecnici ed economici della sua gestione. È facile fare accuse non documentate se non esistono dati oggettivi quali appunto quelli contenuti in un bilancio redatto secondo le normative vigenti. D’altronde, in presenza di un risultato economico positivo, come si potevano giustificare gli aumenti della Tari? Gli uffici sapevano benissimo che la convenzione sottoscritta tra il Comune di Bagni di Lucca e Base prevede espressamente che vengano utilizzati i ricavi per ridurre i costi di smaltimento, operazione che si fa solitamente negli ultimi mesi dell’anno quando questi dati sono oramai consolidati. E sempre in presenza di un risultato positivo, come si sarebbe potuto negare a Vitiello il premio di risultato previsto dalla legge a suo favore? Si concilia male un premio di risultato con una revoca per giusta causa che dovrebbe basarsi sulla presenza di gravi danni nei confronti della società”.

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