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Nasce comitato genitori di bimbi disabili

Quello della Mediavalle del Serchio è un territorio bellissimo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, punteggiato da numerosissimi paesini spesso situati a grande distanza l’uno dall’altro: un territorio bellissimo ma con grandi difficoltà di comunicazione e di aggregazione sociale soprattutto per chi ha difficoltà a muoversi autonomamente, come un disabile.
Per rompere la solitudine e l’isolamento dovuto alla “parcellizzazione” del territorio e non solo, i genitori con figli disabili dei comuni di Pescaglia, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Fabbriche di Vergemoli, Coreglia Antelminelli, hanno deciso di costituire un coordinamento all’interno della Fraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano che ha, da sempre, appoggiato e accolto con favore iniziative di inclusione sociale.

Dal 2012, infatti, la Fraternita di Misericordia gestisce in proprio, o collaborando con le scuole del territorio, progetti rivolti a persone con disabilità di vario genere. Le iniziative hanno riguardato attività di agricoltura e artigianato, inserimenti lavorativi, attività destinate al tempo libero, al divertimento e ad incrementare l’autonomia e la piena inclusione di ognuno.
Molte sono, ormai, le persone che in questo quinquennio hanno potuto usufruire degli spazi, della disponibilità e della professionalità messi a disposizione dalla Fraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano per fornire risposte concrete al territorio sulle tematiche legate alla disabilità.
Il neonato coordinamento dei genitori intende, in primo luogo, “tutelare i diritti delle persone diversamente abili – si legge in una nota – ed agire in modo che le loro richieste possano trovare risposte concrete con gli enti e le istituzioni preposte. Il comitato ritiene che debba essere svolta un’opera di sensibilizzazione sul territorio nei confronti delle tematiche legate alla disabilità – prosegue la nota -, ai disagi quotidiani vissuti dai portatori di handicap e dalle loro famiglie, al rischio sempre incombente di emarginazione ed esclusione sociale. Proprio per favorire l’integrazione e la socializzazione, il coordinamento si propone di entrare in contatto e fare rete con le numerose associazioni presenti sul territorio per costituire un’entità forte di riferimento e di creazione di servizi rivolti alle persone diversamente abili. Il disabile non è l’handicap che porta, è una persona a tutti gli effetti: ha i suoi pregi e i suoi difetti come chiunque altro e, come chiunque altro, aspira a trovare un proprio posto nella società di tutti. Esiste, c’è: dobbiamo prenderne atto. Da qui, il nome del coordinamento: Ci siamo! I disabili e le loro famiglie ci sono ed hanno intenzione di agire, di far sentire le proprie voci, di dare il proprio contributo alla società. Il sottotitolo E (R)esistiamo, vuole provocatoriamente sottolineare la resilienza sviluppata dai disabili e dai loro familiari nonostante le prove, talvolta durissime, che hanno dovuto affrontare nelle loro vite”.

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