Onesti (Atc): “Ecco le nuove regole della caccia”

Domenica prossima si spareranno i primi colpi di fucile della nuova stagione venatoria che si annuncia abbastanza ricca di novità. A fare il punto sugli aspetti inediti di norme e regolamenti è il presidente dell’ambito territoriale di caccia Pietro Onesti.

“Con l’apertura di domenica comincia la stagione della caccia – dice Onesti – cui si puoi abbattere la selvaggina stanziale a migratoria. La prima novità è che per la prima volta con l’Atc unico i cacciatori potranno cacciare in tutte le zone della provincia dove l’attività venatoria è consentita. Un cambiamento sostanziale che per la prima volta viene applicato quest’anno”.
Altre novità riguardano la caccia al cinghiale. Una questione che in qualche modo va a modificare un po’ le abitudini dei cacciatori che operano in squadra. “La modifica più importante – continua il presidente Onesti – riguarda la composizione della squadre per la caccia al cinghiale. Il numero dei membri da un minimo di 40 a 30, l’altra novità è che per fare una battuta al cinghiale ci vogliono 18 componenti compresi gli invitati, che però non possono essere superiori al 50 per cento dei partecipanti alla battuta”.
La questione dell’abbattimento degli ungulati però è una questione che Inesti affronta anche dal punto di vista della demografia della popolazione. Ovvero il problema dell’aumento dei cinghiali. “Il numero di cinghiali – spiega Onesti – è cresciuto in tutta la provincia anche se gli ultimi dati dicono che grazie alla legge 10, portata avanti dall’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, la situazione sta lentamente migliorando. Il problema più grosso infatti è rappresentato dal fatto che questi animali si avvicinano sempre di più ai centri abitati e causano anche danni alle colture. Un fenomeno che in parte è causato anche dallo spopolamento delle aree rurali. Il fatto che la situazione stia lentamente migliorando non ci deve comunque far abbassare la guardia”.
Infine Onesti affronta la questione della riperimetrazione dell’area parco. “Su questo tema – continua il presidente dell’Atc – mi sembra che si sia creato un po’ di allarmismo da parte di alcune associazioni venatorie. In primo luogo merita ricordare che nelle aree contigue al parco per la legge nazionale è possibile cacciare per i residenti nella zona in questione. Certo con la riperimetrazione del parco della Apuane vi sono alcune zone dove prima si poteva cacciare e adesso non è più consentito, ad esempio penso all’area del pescagliano che rappresentava una delle zone di caccia più frequentate dalla in provincia di Lucca. E comunque sono al vaglio della regione alcune modifiche alla riperimetrazione del parco che è stata fatta. Quindi mi sembra che in generale ci sia un approccio allarmistico al problema”. “Inoltre – conclude Onesti – da precisare che il numero dei capi che possono essere abbattuti è rimasto lo stesso degli anni precedenti”.

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