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Confini Parco, Bonfanti: “Corsa contro il tempo”

Sarà una corsa contro il tempo quella che il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti con i colleghi sindaci degli altri municipi della Mediavalle del Serchio ha ingaggiato, per riportare il parco delle Alpi Apuane dentro i vecchi confini.

Dal primo luglio di quest’anno infatti la riperimetrazione del parco è scattata, portando dentro il confine dell’area protetta vari territori in particolare per i comuni di Pescaglia e Borgo a Mozzano. Il primo effetto dell’estensione dei confini si avvertirà sulla questione della caccia. Tutta la zona di Pedogna fino a 20 giorni fa era uno dei territori di caccia più frequentati della provincia di Lucca, si parla di oltre 200 appostamenti fissi e 8 squadre di cinghialai, per dare un’idea. Ora non è più possibile praticare attività venatoria e dal 20 settembre quando si aprirà la stagione, tutti questi cacciatori potrebbero riversarsi sui territori di Borgo a Mozzano e Coreglia Antelminelli, alterando ormai un equilibrio consolidato.
“Per noi è una corsa contro il tempo, se si considera che ci sono anche le ferie di mezzo – dice il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti, dopo aver incontrato i cacciatori nella serata di lunedì scorso – e l’obiettivo è riportare i confini del parco nel loro vecchio assetto, prima del 20 di settembre. Per fare questo però servono vari passaggi. Il primo sarà quello che sta per fare l’Ente Parco, ovvero emettere una richiesta formale alla giunta regionale di riperimetrare nuovamente il parco delle Alpi Apuane attraverso una variante. Poi la giunta del governatore Rossi dovrà elaborare una legge regionale da sottoporre e far votare al consiglio regionale. A quel punto la legge deve diventare esecutiva, ma questo è il problema minore. In pratica circa due mesi di tempo per scongiurare una situazione che metterebbe in difficoltà quasi l’intera Mediavalle sul fronte venatorio. Da un lato si creerebbe un addensamento di cacciatori in alcune zone, dall’altro poi ci sarebbe anche il problema dello spostamento della postazioni fisse. Noi stiamo lavorando per arrivare a questo obiettivo, ovvero far riperimetrare il parco, ma come è facile capire i tempi sono strettissimi”.
Poi anche per Pescaglia ci sono le questioni urbanistiche, cioè norme più restrittive sull’antropizzazione del territorio e tempi più lunghi per i permessi. “L’ente parco ha delle leggi che deve far rispettare dentro i suoi confini – continua Bonfanti – e queste per i cittadini sono sicuramente restrittive rispetto allo stato di cose precedente al primo luglio. Basti pensare che per una qualunque attività urbanistica non basterà più, nel caso di Pescaglia, chiedere l’autorizzazione al Comune e alla Sovrintendenza per il vincolo paesaggistico, ma bisognerà anche domandare il permesso la Parco, allungando tempi e affrontando norme più stringenti. Un caso eclatante credo che si quello delle piscine fuori terra. Fino al primo luglio nei territori del comune di Pescaglia finiti dentro il parco, si potevano installare nei giardini, dal primo luglio no è più consentito. Si tratta di manufatti mobili sostanzialmente. Per il Comune e per la Sovrintendenza è una cosa lecita, per le norme del parco delle Alpi Apuane e quindi per i vincoli a cui è soggetto questo non può più essere fatto. Da qui – conclude Bonfanti – è facile capire che siamo di fronte a un forte restringimento delle attività dell’uomo in questi territori”. (g.m.)

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