Remaschi: “Non mi dimetto”

Saranno la direzione provinciale del Partito Democratico e le assemblee di circolo a decidere del futuro dell’assessore regionale Marco Remaschi.

E’ questo quanto emerge dall’incontro convocato nella sede territoriale di via Barbantini per questo pomeriggio alle 18. Al tavolo ci sono Remaschi, che non manca di commuoversi quando gli tocca la parola, interrompendosi per l’emozione, con il commissario del Pd comunale Stefano Bruzzesi e il segretario territoriale Patrizio Andreuccetti. In sala molti esponenti del Pd renziano, dal consigliere regionale Stefano Baccelli, a Corrado Besozzi, stretto collaboratore del senatore Marcucci, al sindaco di Altopascio, Sara D’Ambrosio e a quello di Barga, Marco Bonini, oltre all’ex primo cittadino di Porcari, Baccini e tanti altri.
Sulla vicenda Remaschi Bruzzesi è chiaro: “Ci riuniamo per decidere in direzione – spiega – Il problema è nato a Lucca e sarà risolto a Lucca. Ci sono dei moderni Robespierre oggi, ma qui le teste non le taglia nessuno. Decide l’iscritto al Pd in un confronto serio e non le gogne mediatiche”.
Bruzzesi apre ricordando il suo atteggiamento all’indomani del successo alle elezioni. “La notte, alle 1,42, dice, ho mandato un messaggio all’avversario con scritto: “Sei stato un avversario abile e super cazzuto”. Questo è stato il fairplay del centro sinistra”. “Dall’altra parte invece – prosegue Bruzzesi – continua l’operazione terra bruciata di Santini. Io sono amareggiato dalla terminologia usata in questi giorni e siccome non ci credevo ho addirittura rispippolato tutta la conferenza stampa di venerdì scorso. La novità di ieri è poi che Santini farà querela ai due consiglieri regionali. Da virgolettato ha detto “video infamante, video commissionato dal Pd, cinghiate in piazza se avessi vinto io, devono vergognarsi, con i soldi dei cittadini, il Pd è un partito malato, una porcata”. A me sembra una cortina fumogena, un atteggiamento da vittima, una strategia per distrarre dai propri errori. Che i fascisti non esistono lo deve dire non al Pd ma al responsabile di Casa Pound, nazionale e locale”. Il secondo punto interessa Remaschi. “Solo il candidato del centrodestra ci avrà creduto a quella telefonata – dice Bruzzesi – Perché non l’ha pubblicata subito? Bisogna saper vincere ma, ahimè, si può anche perdere, è la politica. Tutte le volte che io ho perso, possono dirlo tutti, in maniera umile ho detto “studierò perché ho perso” e ho fatto gli auguri al vincitore. Santini dice di essere “pieno di rabbia” e credo abbia ragione. Pensi invece a fare il consigliere di minoranza”.
Quanto alla campagna elettorale del ballottaggio Bruzzesi ne difende le scelte: “Da tutte le parti ci venivano a dare una mano nell’ultima fase – dice – anche la sindaca di Altopascio. Se ne faccia una ragione Santini, con la collaborazione di tutti abbiamo vinto e lui ha perso. Prendo spunto da una dichiarazione di Orlando a Empoli, che ha detto di essere garantista, che non si può fare un tribunale mediatico e che Remaschi deve spiegare e ne dovremo discutere (e lo faremo dopo in direzione territoriale). Marco ha detto di essere a disposizione delle decisioni del Pd, lo ha detto subito dopo la conferenza stampa del Pd. Il problema è nato a Lucca e dovrà risolversi a Lucca. Io sono ben contento di fare una campagna di ascolto con tutti i circoli di Lucca. I moderni Robespierre che tagliano le teste nelle piazze vadano altrove: noi preferiamo il confronto pacato serio e sereno. Questo si fa in un partito che si chiama democratico. Io ne prendo personalmente la responsabilità e aggiungo una cosa: a volte i rapporti umani, la sensibilità, possono anche prendere il sopravvento sul sangue e sulla merda. In questo tour dei circoli ci saranno tutti gli iscritti, gli elettori e i candidati e le decisioni saranno prese in tempi celeri”.
“Remaschi – conclude Bruzzesi – è un gran combattente ma la telefonata all’avversario è stata una gran cazzata, questo lo dico io. Eppure Remaschi è protagonista di vittorie importanti, come a Borgo a Mozzano e ad Altopascio, per citarne alcune”.
L’assessore Remaschi è visibilmente scosso dalla vicenda. E più volte si interrompe per l’emozione e, forse, la rabbia. Da lui arriva una spiegazione a quella telefonata che va oltre lo scherzo: “L’ho fatto per Tambellini – dice – Era in svantaggio e volevo far abbassare la guardia a Santini”.
Remaschi è scosso e si difende: “Grazie Stefano – apre parlando al commissario – so di averti sottoposto a un lavoro ulteriore dopo il ballottaggio. Ero in Olanda, ho fatto passare dei giorni ma faccio politica da tanto. Io non ho nemici in politica ma avversari, con i quali si scherza e si ride, si va a cena eccetera, ma quando ci sono le elezioni si sa da che parte stare. Non so se interessano le mie vicende da sindaco, negli anni Novanta, quando il centrodestra aveva il 70 per cento, la nascita della Margherita, il ruolo di segretario provinciale. Mi sono sempre speso per il centrosinistra. Qua abbiamo Andreuccetti: lui ha recuperato un Comune da 20 anni guidato dal centrodestra e sa quanto l’ho spinto in questa impresa. Voglio ripercorrere anche le vicende di Altopascio, dove sono stato capolista, ci ho messo la faccia e andando contro all’amico Marchetti che comunque è avversario. E ancora Bagni di Lucca: Betti lo conosco dal 1982, da quando sono andato a lavorare alla Monte dei Paschi di Fornoli, è un amico, eppure ho sostenuto Michelini e ci ho messo la faccia. E poi Lucca: un momento delicato, il Pd sotto attacco, si perdono capoluoghi di provincia in Toscana. Eppure solo Montecarlo è di centrodestra in Lucchesia. Non ho fatto bene a fare quella chiamata, ma quei 10 secondi vorrei fossero valutati insieme a quello che ho fatto per Lucca negli ultimi 2 mesi. Ho apprezzato Tambellini che è rimasto fuori e ha detto ‘basta veleni, pensiamo ad amministrare Lucca’. Io mi sono impegnato prima dell’11 e poi al ballottaggio. Sfido chiunque a dire che io ho trovato un solo voto per Santini”.
“Però – prosegue Remaschi – sono uomo di partito e mi metto a disposizione del partito. Tra minoranza e maggioranza di questo partito io rappresento tutti, andrò a confrontarmi con gli iscritti, ed è corretto che tutti capiscano quello che ho fatto. Non voglio chiuderla con una conferenza stampa, voglio andare nei circoli a dare le spiegazioni di questa mia telefonata che giustamente Bruzzesi ha definito una cazzata. Poteva anche essere una strategia, no? Far abbassare loro la guardia, a loro dati per favoriti, e poi portare qua assessori, sindaci, a lavorare gomito a gomito per Tambellini. E infatti ho lavorato con la Uil, a quella parte di elettorato che aveva sostenuto Bindocci al primo turno e credo di esserci riuscito a portare voti a Tambellini. Ho lavorato con il mondo della sanità e mi sono speso personalmente che era importante dare fiducia a Tambellini. Ho lavorato con il mondo delle cooperative, delle imprese, del volontariato, delle organizzazioni professionali agricole. Riunioni anche di 40 persone, anche con il sindaco, per sostenerlo. Ho fatto riunioni con le associazioni venatori e con amici personali: sono oltre 300 i messaggi che ho mandato a persone singole per dirgli di votare Tambellini”
“La telefonata è stata certo fatta sottovalutando varie cose – prosegue – ma l’ho fatta con l’intento che dicevo, far abbassare la guardia a loro facendogli credere che avevamo problemi interni. Io parlo con i votanti centrodestra, per portarli a votare centrosinistra. Questo metodo ha portato alla vittoria i sindaci di Borgo, Altopascio, Bagni di Lucca e credo anche a Lucca”.
“Ho scoperto comunque – dice ancora – di avere diversi amici, che non si sono fermati a leggere le cose sulla stampa e mi hanno chiamato, per approfondire. Sono stati tanti sms ricevuti ringraziandomi per quello che ho fatto anche per questa partita. Nel corso di questi anni ho chiesto sostegno a molte persone, per le primarie e non solo, e a loro mi sembra giusto dare spiegazioni. Questo fatto è successo tra le riunioni di Milano e Roma e questo aspetto poteva essere ed è stato strumentalizzato, per indebolire il Pd. D’altronde tante volte io e Santini ci siamo sentiti perché era caposervizio di una testata. La confidenza tra noi era molta. Detto questo rringrazio il Pd, mi metto a disposizione per gli approfondimenti necessari nei circoli con iscritti e non solo, con tutti coloro che vorranno”.
“Ho sbagliato, ho fatto una cazzata – ammette l’assessore regionale – L’aspetto che avevo in testa, forse in modo distorto, era che tra il primo e il secondo turno tutti in città davano Santini come sicuro vincitore. Volevamo far apparire al candidato di centrodestra che anche noi pensavamo che la partita fosse persa, che anche il Pd pensasse questo e una parte di Pd sosteneva Santini. Ho fatto un atto di scorrettezza verso il candidato di centrodestra semmai, sfruttando anche la confidenza che abbiamo. E mentre facevo loro abbassare la guardia noi ci mettevamo al lavoro a testa bassa, uniti, compatti. Un conto è quello che ho detto, un conto quello che ho fatto. Ci sono dati di fatto, persone, riunioni oggettivamente avvenute. Se ci fosse stata scorrettezza nei miei comportamenti, mi sarei dimesso. Ma siccome non c’è, io mi rimetto al mio partito, perché è il partito che mi ha permesso di ricoprire questo ruolo in Regione. Non voglio chiudere la mia carriera politica passando da infame, perché ci tengo: in 25 anni ho dato tanto, c’è in gioco la mia reputazione e per questo voglio essere capito dal mio partito. Poi l’assessorato in sé e per sé è un’esperienza transitoria, ma mi preme essere chiaro”.
Remaschi sottolinea anche come telefonate di quel genere possono capitare in politica: “Piero Angelini – ricorda – mi ha telefonato e mi ha detto che spesso tra noi ci sono state conversazioni private ben più “gravi” di quella con Santini, ma sono sempre rimaste nell’ambito privato perché entrambe persone intelligenti”.
“Non ho parlato ancora con Rossi – aggiunge – Sono rientrato venerdì sera dall’Olanda. Stamani ero a Firenze, Rossi a Roma, non abbiamo avuto modo di parlare. Se il presidente mi chiamerà, spiegherò anche a lui questo tipo di atteggiamento. Lui dovrà valutarmi come assessore, è il presidente che mi dà la delega, ma sarà un ragionamento di coalizione. Per il resto devo confrontarmi col mio partito”.
Un’altra ancora per Remaschi arriva ancora dal commissario Bruzzesi: “Tutti sanno che sono una persona diplomatica – spiega – non è mia tradizione registrare telefonate né tagliare teste alle persone. Credo di essere stato sempre moderato nelle parole, i regolamenti di conti successivi a un risultato non mi piacciono. Marco mi aveva dato fin da subito piena disponibilità a rimettersi a qualsiasi decisione del Pd. Si apre quindi un quadro di confronto dove è nata la diatriba, a Lucca, inizia oggi con la direzione e proseguirà nei circoli. In termini rapidi e sereni i lucchesi decideranno su questa cazzata fatta da Remaschi. Avremmo vinto lo stesso probabilmente. Gli scazzi e i casini accadono in campagna elettorale, è normale, ma dopo si accetta il risultato. Un percorso similare sarà previsto per Pagliaro, che si confronterà con tutti i candidati della lista Pd. Ovviamente se fosse stato acclarato, in ambito Pd, che Remaschi stava remando contro Tambellini, se ci fossero state persone del partito a dirlo, non staremmo qua a ragionarne.”.
A difesa dell’assessore regionale anche il segretario territoriale Andreuccetti: “Sono 7 anni che sono segretario territoriale – spiega – e mai ho visto impegnarsi qualcuno come Remaschi per la causa del centrosinistra. Lo dico per esperienza diretta, in termini di motivazione e supporto umano: è stato straordinario quello che ha fatto per tutti gli amministratori Pd del territorio e credo ci siano i margini per sottoscrivere tutti un documento a suo sostegno. Sono stati anni di impegno in prima linea per vincere partite difficilissime, ci ha sempre messo la faccia rischiando”.
La telefonata, comunque, viene chiarito, è stata solo quella. E non ha avuto né un precedente né un seguito.
A chiudere è ancora Stefano Bruzzesi, che spiega la scelta della mancata partecipazione alla conferenza del sindaco Tambellini, che “deve pensare alla Lucca di domani”. “Basta con i veleni – conclude il commissario – lo ha detto anche Francesconi, ora ci si deve occupare di governare e loro di fare una buona opposizione. Voglio dire che il giorno dopo il primo turno ho chiamato anche Barsanti e gli ho fatto i miei auguri perché non esiste una Lucca di buoni e di cattivi ma una Lucca che deve essere governata. Dall’analisi dei flussi abbiamo visto che il candidato di CasaPound ha portato il 60 per cento dei suoi elettori verso Santini, è stato “bravo”. Non mi sarei immaginato che andasse così davvero, invece…”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.