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Caos chiesa a Bagni, vescovo convoca assemblea

DisperazioneCattolica3Caos all’interno del mondo cattolico di Bagni di Lucca. Dopo la polemica dell'anno scorso con i cartelli che denunciavano le chiese chiuse per inutilità, quest'anno alcuni fedeli di Bagni di Lucca sono tornati alla carica con alcune vignette. La denuncia, oltre verso la mancanza di parroci che non garantirebbero così le funzioni nelle varie frazioni del territorio, è diretta anche alla 'politica' della chiesa. “Pensate ad un fedele di un’altra diocesi che per un qualsiasi motivo si ritrovi a partecipare ad una delle celebrazioni che vengono fatte nelle nostre parrocchie – aveva scritto il gruppo di fedeli -: assisterebbe alla difesa di chi ha commesso un reato, sentirebbe anche parlare di ramadam, ma non di come fare ad essere più vicini al Signore. Dovrebbe ogni domenica sentirsi rifilare un’omelia dove si parla di politica e non di Vangelo”.

 

Da qui, è partita l’accusa dell’attuale parroco di Bagni di Lucca don Raffaello: “È in corso una campagna diffamatoria contro di me. Sono stato accusato di aver pregato per i musulmani, Alla parrocchia addirittura i fedeli non consegnano più offerte o abiti: si sostiene che vadano a finire agli stranieri”. I fedeli attaccano: “Ci siamo stancati di sentir propinare, ad ogni celebrazioni, un pensiero politico, la questione migranti , fino ad arrivare a sentir parlare del ramadan”. Don Raffaello non ci sta: secondo il parroco la polemica è alimentata dall’ex parroco di Bagni di Lucca, don Emanuele, che ha smentito il tutto.
Mons. Giulietti unoIl vescovo, per cercare di risolvere la spiacevole situazione, ha convocato un’assemblea: “In seguito ai resoconti di cronaca - si legge nella nota della diocesi -, l’arcivescovo ha convocato i due interessati, per fare chiarezza attorno alla spiacevole situazione. Ha espresso amarezza - perché lo spirito della divisione non corrisponde alla logica del vangelo, che esige di affrontare e risolvere i conflitti nella carità – e stupore per come una vicenda delicata sia stata comunicata, attraverso una conferenza stampa della quale nessuno era stato precedentemente informato. Nel confronto franco che ne è seguito è emersa la consapevolezza di come tale situazione sia frutto dell’accumularsi di chiacchiere superficiali prima che cattive, parole e fatti riferiti con approssimazione, opinioni diverse mai pervenute a un vero confronto, decisioni mal interpretate e valutazioni preconcette; tutte dinamiche in cui facilmente matura il seme nefasto della zizzania. Si è pertanto deciso che, più importante dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità, che risultano comunque in capo a diversi soggetti, sia da attivare un percorso ecclesiale di riconciliazione, per il quale l’arcivescovo si impegnerà in prima persona, presiedendo un’assemblea parrocchiale a Bagni di Lucca nel pomeriggio di domenica 14 luglio. È infatti necessario dare un segno alle comunità parrocchiali, alla comunità diocesana e al presbiterio, affinché sia rimosso lo scandalo della divisione, sia superato il clima di sospetto e diffidenza, per ritornare alla pienezza della comunione evangelica. A tal fine, l’arcivescovo invita tutti - sacerdoti e fedeli - a prepararsi al prossimo incontro nella preghiera e nella penitenza, perché non prevalga lo spirito del male o la logica del mondo, ma la ricerca sincera della concordia e la disponibilità al perdono reciproco”.

Ultima modifica ilMartedì, 09 Luglio 2019 12:26

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