Lo spazio è stato trasformato dall’amministrazione in un giardino pubblico dedicato alla biodiversità e alla socializzazione
Uno spazio verde all’ingresso del capoluogo, trasformato in un giardino pubblico dedicato alla biodiversità e alla socializzazione.
In vista della bella stagione – che, come ogni anno, porterà molti visitatori e turisti a scoprire il borgo di Coreglia Antelminelli -, l’amministrazione comunale ha voluto recuperare e valorizzare l’area verde alla Croce attraverso un progetto di rigenerazione urbana realizzato grazie a un bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
“L’intervento ha permesso di recuperare – da un punto di vista naturalistico – il giardino, installando nuovi arredi e strutture sostenibili ed eseguendo interventi mirati al sostegno della biodiversità, tra cui due panchine capaci di accumulare l’acqua piovana e rilasciarla gradualmente alle piante del vaso integrato, oltre a uno studio di ripiantumazione di alberi e specie vegetali per garantire fioriture distribuite durante gran parte dell’anno, così da permettere l’organizzazione di laboratori, iniziative formative e momenti di aggregazione per la comunità”.
La riqualificazione è stata realizzata dalla Società R3DirectSrls, attraverso un approccio innovativo che ha combinato elementi naturali e artificiali, includendo anche l’utilizzo di materiali di recupero trasformati tramite tecnologia 3D. L’intero progetto ha avuto lo scopo di migliorare la qualità dell’ambiente urbano, incrementare la fruibilità dei luoghi di aggregazione, valorizzare gli ecosistemi locali e promuovere pratiche di economia circolare.
“L’area verde alla Croce – afferma il sindaco del Comune di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi – rappresenta un luogo strategico in quanto si trova all’ingresso del borgo e rappresenta un biglietto da visita per il capoluogo. Volevamo renderlo più accogliente e funzionale, rafforzando la biodiversità locale e coinvolgendo attivamente la popolazione in percorsi di educazione ambientale affinché questo spazio sia sempre più curato e vissuto dalla comunità. Ancora una volta, un esempio concreto di rigenerazione sostenibile e partecipata del territorio”.


