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Barga, lavori in piazza Pascoli mentre è in corso l’iter referendario: le critiche del comitato

Il Comitato Referendum per Piazza Pascoli contesta l’avvio del progetto e solleva dubbi su consumo di verde, costi e opportunità dell’intervento

A Barga si riaccende il dibattito sul futuro di piazza Pascoli. L’avvio dei lavori di riqualificazione deciso dall’amministrazione comunale, mentre è ancora in corso l’iter per un referendum consultivo sulla piazza e sulla sua fruizione, ha suscitato la reazione del Comitato Referendum per Piazza Pascoli, che torna a chiedere un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte urbanistiche.

Secondo il comitato, l’avvio del cantiere mentre il percorso referendario è ancora aperto rappresenta una scelta discutibile. “Essere un’amministrazione attiva non significa non dare modo di esprimersi alla cittadinanza prima di realizzare lavori che potrebbero non essere condivisi”, afferma la referente del comitato Manuela Bollati. “Nonostante un iter referendario in corso proprio su piazza Pascoli e sulla sua fruizione, l’amministrazione prosegue tra delibere e inizio dei lavori”.

Il comitato riconosce che il referendum previsto dal regolamento comunale ha carattere consultivo e non vincolante, ma ritiene che questo non debba escludere un confronto più ampio con la comunità. “Il fatto che il referendum sia consultivo e non giuridicamente vincolante non significa che sia corretto procedere senza attendere il parere dei cittadini“, sostiene Bollati.

Tra le principali critiche mosse al progetto c’è quella relativa all’impatto sul verde pubblico. Il comitato ritiene infatti che l’intervento comporti “un’ulteriore cementificazione a danno dell’area verde anteriore“, con la previsione di poche alberature nella parte finale della piazza. “Gli alberi previsti non saranno in grado di ombreggiare adeguatamente lo spazio nei mesi estivi, dato che la piazza è esposta a nord-oves”, dice Bollati, spiegando che “l’ombra si concentrerebbe soprattutto nei pressi dell’aiuola in fondo e sulla casa retrostante”.

Il comitato interviene anche su alcune ricostruzioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi, nelle quali si parlava di gruppi che osteggiano l’amministrazione comunale. “Non è l’amministrazione in sé ad essere osteggiata – precisa Bollati – ma un progetto che riteniamo inadeguato rispetto alle necessità della piazza, che dovrebbero essere prima espresse dal pensiero della cittadinanza”.

Nel mirino anche i costi dell’intervento. Il progetto prevede infatti un mutuo ventennale di circa 137mila euro a carico del Comune, oltre a un contributo di 80mila euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Proprio su quest’ultimo aspetto il comitato solleva interrogativi: “Ci chiediamo come sia possibile finanziare un progetto che sottrae ulteriore verde, in apparente contrasto con i valori di tutela ambientale e sviluppo sostenibile promossi dalla Fondazione”.

Intanto sul tema è stata avviata anche una petizione sulla piattaforma Change.org, che secondo il comitato avrebbe già raccolto in pochi giorni circa 300 firme verificate. “La comunità locale e quella bargo-estera sono molto legate a questa piazza, che una volta rappresentava il cuore e il giardino di Barga”, afferma Bollati.

Infine il comitato mette in discussione anche la finalità dell’intervento. “Non comprendiamo il motivo di questo progetto e delle spese a carico della cittadinanza per realizzare una piazza destinata a eventi per circa 300 persone e a ospitare 16-18 banchi di mercato“, sostiene Bollati, ricordando che “obiettivi simili erano stati indicati anche nei lavori di dieci anni fa e che gli ambulanti avrebbero dichiarato di non voler lasciare piazzale Matteotti, dove attualmente lavorano. La lungimiranza e la democrazia rischiano di scomparire insieme al Giardino di Barga“, conclude la referente del comitato.