la storia
|Senza acqua nella casa in Garfagnana: “Non riesco a intestarmi l’utenza e la fontana pubblica è lontana”
L’utenza è stata sospesa per alcune pendenze non pagate, ma la storia è partita da lontano
“Non cerchiamo polemiche ma una soluzione che ci permetta di vivere in condizioni dignitose. L’acqua è un bene primario e non possiamo restare senza: così non possiamo vivere sereni”. E’ la doverosa premessa a una storia partita da lontano, ma che ora è un’emergenza e ha bisogno di una svolta. Protagonisti sono due giovani, uno con una invalidità civile riconosciuta, che da qualche giorno bevono, mangiano, si lavano, cucinano e puliscono con casse d’acqua da 3 euro ciascuna, raccontano. Succede in una frazione dell’alta Garfagnana, dove le alternative alle bottiglie sono poche o nulle.
“La fontana di acqua pubblica più vicina – raccontano – è a chilometri. Non abbiamo l’automobile e al momento usare i mezzi pubblici quassù è difficile. Non ci restano che le bottiglie del supermercato, ma bisogna andarle a prenderle e non sono proprio economiche. Poi cerchiamo di arrangiarci come possiamo”. Riutilizzando l’acqua usata per il bagno per esempio, usando piatti che non si lavano e salviette detergenti, ma con un condizionamento psicologico difficile da immaginare per chi ogni giorno aziona lavatrice o lavastoviglie, si lava i denti dopo ogni pasto e gira un rubinetto come risposta a molti dei bisogni essenziali.
Da qualche giorno, in questa casa della Garfagnana, “l’utenza idrica – raccontano gli abitanti – è stata sospesa, lasciandoci senza accesso all’acqua potabile”. Il motivo sarebbero alcune pendenze non pagate, ma la vicenda nasce da un problema burocratico complesso ed è aggravata dal fatto che l’abitazione è una co proprietà: “L’utenza risulta ancora intestata a una persona ormai deceduta. Al momento, il gestore idrico non può autorizzare il subentro né fornire informazioni sullo storico dei pagamenti. Io ho intestata l’utenza della corrente, mi arrangio con il gas, ma l’acqua non riesco a volturarla”.
Una situazione insomma, che rischierebbe di avere tempi lunghi, magari di perdersi nelle fitte maglie della burocrazia. A impedirlo però, potrebbe essere il sindaco della cittadina che, raggiunto al telefono, ha confidato di essersi già interessato alla vicenda. “Domani mattina – è l’impegno non scontato – contatterò immediatamente la società dell’acqua per capire come e in che tempi risolvere questa situazione. L’attenzione è alta”. Come succede nelle piccole comunità, dove ciascuno è una persona e nessuno viene lasciato solo.


