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Colon retto, prosegue durante la pandemia l’attività di screening

Il direttore della gastroenterologia ed endoscopia digestiva Giovanni Finucci: "Purtroppo il tasso di adesione dei cittadini rimane ancora basso"

Durante l’emergenza sanitaria prosegue l’attività di screening del colon retto. Lo ricorda il direttore della gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’ospedale San Luca e degli ospedali della Valle del Serchio Giovanni Finucci, referente clinico per questo programma di screening, che rappresenta l’unico intervento di prevenzione oncologica, con caratteristiche di salvavita,  rivolto anche ai soggetti di sesso maschile. Di seguito l’intervista al dottor Finucci.

Da quanto tempo esiste il programma di screening del colon retto a Lucca?

“Lo screening del colon-retto è attivo nell’ambito territoriale di  Lucca dal 2000; siamo stati tra i primi a farlo in Toscana, una regione che in questo campo non a caso è riconosciuta leader in Italia. Tra l’altro, di recente, sono stato nominato referente clinico per lo screening del colon-retto nell’area vasta Toscana nord ovest e questo attribuisce al nostro ospedale un ruolo centrale nell’organizzazione di questo programma”.

L’attività dello screening prosegue durante la pandemia?

“Lo screening pur facendo parte dei livelli essenziali di assistenza ha risentito notevolmente dell’ondata pandemica e della sospensione delle tante attività ritenute non urgenti anche a livello nazionale, avvenute a marzo e aprile 2020. A livello aziendale abbiamo registrato nel 2020 un calo degli inviti alla cittadinanza per lo screening del colon retto di circa 40 mila (di questi 7641 hanno riguardato il territorio di Lucca).  Fortunatamente, grazie anche al grande lavoro portato avanti dal settore dello screening aziendale in tutto il 2021 questo gap di inviti è stato quasi completamente colmato e tutti i cittadini (sia di Lucca che degli altri ambiti territoriali aziendali) di età compresa tra i 50-70 anni non invitati nel 2020, unitamente agli aventi diritto del 2021, hanno ricevuto la lettera di invito. Purtroppo il tasso di adesione dei cittadini rimane ancora basso anche per una minore propensione degli stessi a fare lo screening, anche quando sono raggiunti dall’invito. Ci auguriamo che presto anche l’adesione all’effettuazione dello screening colon rettale possa riprendere a pieno ritmo, in modo da poter intercettare prontamente quelle lesioni precancerose che necessitano di approfondimento tenuto conto dell’efficacia della colonscopia come strumento terapeutico e della presenza a Lucca e in tutta l’Azienda di ottimi professionisti impegnati nelle nostre endoscopie”.

Oggi si parla sempre più di colonscopia di qualità nello screening e non: che significa?

“Colonscopia di qualità significa che non ci limitiamo a considerare la qualità della nostra strumentazione o la capacità di esecuzione della singola procedura: questi aspetti noi li diamo già per acquisiti, il requisito minimo che deve essere offerto al paziente. Con la specifica di qualità (termine che vale anche per la gastroscopia) intendiamo invece l’intera presa in carico del paziente che al bisogno viene inserito in un network di procedure e di consulenze specialistiche, una rete coordinata di prestazioni che al momento solo il sistema ospedaliero del Servizio sanitario nazionale può garantire in maniera rapida ed efficace. Nel caso di ritrovamento di lesioni del colon, ad esempio, possiamo rimuoverle immediatamente o inserire il paziente in un percorso diagnostico/terapeutico personalizzato che si conclude con una procedura endoscopica operativa o con un intervento chirurgico affidato alla chirurgia laparoscopica che a Lucca gode di una eccellente e consolidata tradizione grazie al direttore della struttura, dottor Carobbi, e al suo team”.

Esistono  nuove tecniche endoscopiche operative al riguardo?

“Nell’ultimo periodo si sta parlando molto della cosiddetta endoscopia operativa del terzo spazio, una nuova tecnica che consente di rimuovere lesioni anche tumorali che fino ad anni fa necessitavano un intervento chirurgico. Anche a Lucca stiamo praticando questa nuova tecnica, direi con ottimi risultati”.

Recentemente il Polo endoscopico del San Luca ha ricevuto un attestato di qualità: di che si tratta?

“Il nostro Polo endoscopico lo scorso anno ha ricevuto un attestato di accreditamento di qualità da parte di un ente certificatore terzo per conto della società italiana di endoscopia digestiva. Si tratta di un importante riconoscimento che attesta la qualità dell’organizzazione e del lavoro dei medici e degli infermieri: si parte dal corretto lavaggio degli strumenti, per passare alla procedure e arrivare fino al referto. Siamo stati sotto osservazione di questo ente per un anno intero prima di ricevere il riconoscimento di cui si possono fregiare, in Italia, 22 centri endoscopici mentre in Toscana, se comprendiamo il nostro, siamo in solo in due”.

Come sta andando lo screening nella popolazione a Lucca?

“Fra i tre screening monitorati quello del colon-retto incontra maggiori difficoltà nell’adesione in Toscana e Lucca non fa eccezione a questa tendenza. Eppure i dati dimostrano che il percorso funziona: dopo l’avvio dello screening, si è registrata una significativa diminuzione dei nuovi casi, con un effetto protettivo per chi si sottopone al controllo, che si ripercuote anche nelle fasce di età successive. Senza dubbio c’è necessità di rendere sempre più incisiva la comunicazione, per far capire alla popolazione adulta l’importanza di utilizzare questa opportunità di prevenire una delle patologie tumorali più frequenti. I risultati di questi anni sono talmente incoraggianti da farci definire sicuramente questo programma come salvavita”.

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