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Donatori di sangue, un’indagine conferma: i social fondamentali per reclutare e sensibilizzare foto

La struttura di Immunoematologia e medicina trasfusionale ha organizzato la presentazione dei risultati di uno studio relativo alla comunicazione sociale per convincere nuovi soggetti

In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, la struttura di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’ambito di Lucca (centri di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana) ha organizzato la presentazione dei risultati di un’indagine relativa alla comunicazione sociale per il reclutamento, la sensibilizzazione e la fidelizzazione dei donatori di sangue.

Dal primo al 31 dicembre 2020, a 200 donatori del servizio trasfusionale dell’ospedale San Luca di Lucca, è stato infatti somministrato un questionario con 13 domande a risposta multipla e una con 4 item. Questi gli argomenti dell’indagine: l’utilità di notifiche pro memoria, cosa si prova nel ricevere un ringraziamento post donazione e l’utilità di condividerlo sui social; i mezzi più comuni di sensibilizzazione; capacità di fidelizzazione di sms o notifica ricevuta. Hanno compilato il questionario 76 femmine (38 per cento) e 124 maschi (62 per cento) con maggior affluenza tra i 18 e 26 anni (20,5 per cento) e tra i 50 e i 56 anni (21,5 per cento).

“Nella giornata mondiale del donatore di sangue – spiega il direttore dei centri trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo Rosaria Bonini – abbiamo voluto parlare di comunicazione sociale. A Roma, individuata quest’anno come sede dell’evento internazionale, il 14 e 15 giugno è stato organizzato un hackathon day, in pratica una giornata nel corso della quale persone esperte nel gestire le tecnologie informatiche si sono ritrovate per organizzare eventi, seminari e sviluppare nuove idee. A Lucca,  grazie alla tesi di laurea in scienze infermieristiche di Sara Santucci, che ha presentato i dati raccolti nella nostra sede, siamo riusciti ad avere un piccolo spaccato delle nostra realtà e abbiamo avuto la conferma di come i social assumano sempre maggiore rilevanza nel reclutamento dei donatori, per sensibilizzarli, coinvolgerli, informarli e fidelizzarli. Lo studio, effettuato sia su donatori nuovi che abituali,  ha evidenziato come tutti gli intervistati abbiano rilevato la necessità che i giovani siano sempre più informati sulla donazione con il supporto proprio delle piattaforme social. In particolare l’analisi dei dati raccolti da Sara Santucci ha fatto emergere come il ringraziamento post donazione condivisibile sui social, il promemoria e l’appuntamento, il riepilogo delle donazioni, il riconoscimento tramite Qr code, la consultazione diretta da parte del donatore sul fabbisogno di gruppi sanguigni possano davvero fidelizzare e far sentire importanti, aggiornati e gratificati i donatori, rendendo il dono un tema sociale accessibile e accattivante agli occhi della generazione Z”.

“Sarebbe poi ritenuta molto utile la creazione di una specifica app – prosegue Bonini – per far sentire ancora più partecipi i donatori e magari per agevolare il lavoro dell’infermiere durante la prenotazione, l’accettazione e l’identificazione del donatore. Gli intervistati hanno inoltre espresso gradimento per la possibilità di ricevere messaggi di promemoria per l’appuntamento e di ringraziamento per la donazione o, meglio ancora, comunicazioni relative all’avvenuta trasfusione del sangue donato. Al termine della presentazione dei dati, si è aperto un piccolo dibattito on line tra i partecipanti, che rappresentavano le associazioni di volontariato del sangue (Avis, Croce Verde, Fratres). Tutti hanno concordato sul fatto che l’utilizzo dei social, oggi, sia diventato indispensabile per comunicare con i donatori soprattutto per consentire il passaggio più rapido delle informazioni urgenti e per diffondere notizie utili agli associati. Naturalmente è importante individuare il social più indicato a seconda, proprio, della fascia d’età da raggiungere. E’ comunque necessario contrastare la disinformazione sulla donazione del sangue, alimentate da bufale e fake news purtroppo presenti anche in questo ambito”.

L’incontro è stato l’occasione per ringraziare ancora una volta i singoli donatori di sangue e le associazioni dei donatori e per rivolgere un invito a coloro che ancora non lo sono e hanno intenzione di diventarlo: per ricevere informazioni possono rivolgersi con assoluta tranquillità e fiducia alle sedi delle associazioni, oppure recarsi direttamente ai servizi trasfusionali degli ospedali di Lucca, Barga e Castelnuovo.

 

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