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Bimbi toscani prima della pandemia: pubblicato il report 2019

La prossima indagine sarà svolta nel 2022 e sarà finalizzata, come sempre, alla raccolta di dati per programmare interventi utili a favorire la promozione di comportamenti corretti

Bimbi toscani prima della pandemia: è stato pubblicato il report 2019 nell’ambito del sistema di sorveglianza nazionale sugli stili di vita

I dati raccolti nel 2019, prima che anche in Italia prendesse campo l’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19, evidenziano che solo il 2,4% dei bambini ha svolto un livello di attività fisica raccomandato per la sua età, anche per ragioni legate al recarsi a scuola con mezzi motorizzati, giocare poco all’aperto e non fare sufficienti attività sportive strutturate. Per quanto riguarda l’inattività fisica, rispetto alle ultime due sorveglianze degli anni precedenti in cui si era assistito ad un decremento importante, nel 2019 il numero dei bambini definiti fisicamente non attivi è quasi raddoppiato, anche se i valori toscani sono sempre leggermente migliori della media nazionale.

“I sistemi di sorveglianza sono strumenti fondamentali per fornirci dati oggettivi, che ci aiutano a strutturare in modo mirato e più efficace possibile le nostre programmazioni future, finalizzate alla prevenzione e alla promozione dei corretti stili di vita a partire dai più giovani, tema su cui l’assessorato alla sanità della Regione Toscana ha sempre investito e prestato particolare attenzione – commenta l’assessore alla sanità, Simone Bezzini -. Questa indagine si riferisce al periodo antecedente alla pandemia ed è frutto di un prezioso lavoro, reso possibile grazie all’impegno dei professionisti dei servizi sanitari, che operano nelle scuole selezionate dall’istituto superiore di sanità e in stretta collaborazione con le scuole stesse e l’Ufficio scolastico della Toscana, e la cui cabina di regia fa capo al settore della Prevenzione collettiva della nostra Regione e all’Università di Siena. A tutti loro va il mio ringraziamento per l’attività di ricerca finora svolta e per le altre importanti indagini che saranno realizzate. Sarà cruciale, infatti, analizzare anche i dati futuri per verificare quanto l’emergenza sanitaria, con le relative e necessarie misure restrittive, ha inciso e quali effetti ha prodotto, andando presumibilmente ad amplificare alcuni fenomeni già riportati in questo studio. Se ora la priorità è sconfiggere il Covid-19 e superare l’emergenza sanitaria, al tempo stesso è necessario affrontarne le conseguenze”

Stando ai dati documentati nell’ultima edizione del report, emerge che nel 2019 in Toscana i bambini hanno trascorso molto tempo in attività sedentarie, principalmente davanti agli schermi. Queste attività sedentarie sono state anche favorite dal fatto che il 40% dei bambini dispone di un televisore in camera propria. Tutti questi fattori hanno fatto sì che solo poco più della metà dei bambini di fatto abbia ottemperato alle raccomandazioni sul tempo da dedicare alla televisione o ai videogiochi/tablet/cellulare (meno di 2 ore al giorno di tv o videogiochi/tablet/cellulare). Rispetto alle precedenti rilevazioni non ci sono variazioni statisticamente significative e le percentuali sono inferiori a quelle nazionali.

Il progetto

OKkio alla Salute è un sistema di sorveglianza nazionale promosso e finanziato dal ministero della salute/Ccm e coordinato dal Cnapps – istituto superiore di sanità in collaborazione con tutte le Regioni e il ministero dell’istruzione. Raccoglie informazioni sugli stili di vita dei bambini delle classi terze della scuola primaria, sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche, che riguardano la nutrizione e il movimento. Dall’anno della sua istituzione, OKkio alla Salute ha realizzato sei raccolte dati (2008, 2010, 2012, 2014, 2016 e l’ultima nel 2019) che sono anche parte integrante dell’iniziativa della regione europea dell’Oms – Childhood obesity surveillance initiative (Cosi). A livello nazionale nel 2019 hanno partecipato 2mila735 classi, 47mila543 bambini e 50mila502 genitori. La prossima rilevazione è prevista per il 2022.

Alcuni dati

In Toscana hanno partecipato all’indagine 86 plessi scolastici sugli 87 campionati e 89 classi sulle 90 estratte a campione. La mattina dell’indagine erano presenti mille e 625 bambini pari all’87,6% del campione. Hanno risposto al questionario dei genitori (è previsto dalla sorveglianza) mille e 674 membri delle famiglie dei mille e 856 bambini iscritti (90,2%), egualmente distribuiti tra maschi e femmine (50,8% contro 49,2%). La scolarità dei genitori, usata come indicatore socioeconomico della famiglia, è associata in molti studi allo stato di salute del bambino. Il questionario è stato compilato più spesso dalla madre del bambino (84,4%), meno frequentemente dal padre (14,9%). La maggior parte delle madri ha un titolo di scuola superiore (47%) o laurea (28%,). Il 18,2% delle madri e il 22,9% dei padri sono di nazionalità straniera, il 41,3% delle madri lavora a tempo pieno.

Tra i bambini della nostra Regione l’1,1% risulta in condizioni di obesità grave, il 5,5% risulta obeso, il 19,2% sovrappeso, il 74,2% sotto-normopeso. Complessivamente il 25,8% dei bambini presenta un eccesso ponderale inferiore al dato nazionale che risulta del 29,8%. In alcuni studi, il sesso del bambino, la zona geografica di abitazione, il livello di scolarità e lo stato ponderale dei genitori sono associati alla situazione di sovrappeso o obesità del bambino. Quando almeno uno dei due genitori è in sovrappeso il 20,6% dei bambini risulta in sovrappeso e il 6,3% obeso. Quando almeno un genitore è obeso il 25,7% dei bambini è in sovrappeso e il 14,1% obeso. In alcuni studi si è osservato che le ore di sonno del bambino sono associate al proprio stato ponderale. Nella nostra Regione la percentuale di bambini sovrappeso-obesi aumenta al diminuire delle ore di sonno (35,9%   <9 ore di sonno vs. 20,4% tra 9.30 e 10 ore di sonno a notte.

Diversi studi dimostrano l’associazione tra l’abitudine a non consumare la prima colazione e l’insorgenza di sovrappeso. Complessivamente nella nostra regione la frequenza della colazione ogni giorno interessa solo il 69,8% dei bambini. Solo il 62,4% dei bambini fa una colazione qualitativamente adeguata. Il 7,1% non fa colazione (più nei bambini rispetto alle bambine 7,7% vs. 6,4%) e il 30,5% non la fa qualitativamente adeguata. La prevalenza del non fare colazione è più alta nei bambini di madri con titolo di studio più basso (elementare o media). Solo una piccola parte di bambini (32,4%) consuma una merenda adeguata di metà mattina.

Le linee guida sulla sana alimentazione prevedono l’assunzione di almeno cinque porzioni al giorno di frutta o verdura. Nella nostra Regione, solo il 5,1% dei bambini (sono l’8,5% in Italia) assumono 5 porzioni di frutta/verdura al giorno; i genitori riferiscono che solo il 21,4% dei bambini consuma la frutta 2-3volte al giorno e il 24% una sola volta al giorno. Il 13,4% dei bambini consuma verdura 2-3 volte al giorno e il 17,2% una sola volta al giorno. Non sono emerse differenze per sesso dei bambini. Sono emerse differenze statisticamente significative per livello di istruzione della madre: minor consumo di frutta (<1 volta/die) nei figli di donne con basso titolo di studio (60,2%), minor consumo di verdura (<1 volta/die) nei figli di donne con basso titolo di studio (77,7%).

L’attività fisica è un fattore determinante per mantenere o migliorare la salute dell’individuo, si consiglia che i bambini facciano attività fisica moderata o intensa ogni giorno per almeno 1 ora. Nello studio il 17,9% dei bambini risulta non attivo il giorno antecedente all’indagine, erano il 9,9% nel 2016 siamo però sempre sotto la media nazionale che è 20,3%. Solo il 15,3% ha partecipato ad un’attività motoria curricolare a scuola nel giorno precedente. Solo il 2,4% dei bambini ha un livello di attività fisica raccomandato per la sua età (un’ora al giorno tutti i giorni). La percentuale maggiore di bambini non attivi vive in aree geografiche metropolitane/perimetropolitane (19,2%). Il 65% del totale dei bambini ha giocato all’aperto il pomeriggio antecedente all’indagine e il 42,7% ha fatto attività sportiva strutturata il pomeriggio antecedente all’indagine. I maschi giocano all’aperto e fanno più sport delle femmine. Secondo quanto dichiarato dai genitori solo il 24,5% si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

Le attività sedentarie il tempo trascorso davanti alla televisione e/o altri dispositivi elettronici sottrae spazio al movimento e al gioco libero e si associa all’assunzione di cibi fuori pasto che può contribuire all’aumento di peso. Il tempo trascorso in queste attività non dovrebbe superare le 2 ore quotidiane. Nella nostra Regione, in particolare nei giorni di scuola i genitori riferiscono che il 58,9% dei bambini guarda la TV o usa videogiochi/tablet/cellulare da 0 a due 2 ore al giorno, mentre il 36,7% è esposto quotidianamente per 3 – 4 ore e il 4,4% per almeno 5 ore (quest’ultimo valore sale al 45% durante il fine settimana). L’esposizione a più di 2 ore di tv o videogiochi/tablet/cellulare è più frequente tra i maschi (46,3% vs. 35,2%) e diminuisce con l’aumento del livello di istruzione della madre.

La scuola gioca un ruolo fondamentale nel migliorare lo stato ponderale dei bambini, sia creando condizioni favorevoli per una corretta alimentazione che e per lo svolgimento dell’attività motoria strutturata. Nella nostra Regione il 91,9% delle scuole campionate ha una mensa scolastica funzionante e il 79,7% di esse sono aperte almeno 5 giorni la settimana. Secondo il giudizio dei dirigenti scolastici l’88,2% delle mense risulta essere adeguato per i bisogni dei bambini. Nella nostra Regione, le scuole che distribuiscono ai bambini frutta o latte o yogurt, nel corso della giornata, sono il 40,2%. Durante questo anno scolastico il 56% delle classi ha partecipato ad attività di promozione del consumo di alimenti sani all’interno della scuola con Enti e/o associazioni, il 17% ha distribuito frutta, verdura o yogurt come spuntino. Complessivamente, nel 45,7% delle classi si svolgono normalmente almeno 2 ore di educazione fisica a settimana mentre sono poche le classi in cui si fa meno di un’ora a settimana (0,5%). Le scuole che offrono agli alunni la possibilità di effettuare all’interno dell’edificio scolastico occasioni di attività fisica extracurriculare sono il 53,6%. Queste attività si svolgono più frequentemente nel giardino (45,3%), in palestra (44,9%), in altra struttura sportiva (34,5%) e in aula (17,1%).

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