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Morti sul lavoro, Lucca supera del 24 per cento la media italiana ed è a un passo dalla ‘zona rossa’

Il territorio provinciale è 36esimo in Italia e quinto in Toscana per incidenza degli incidenti mortali

Tre persone hanno perso la vita sul lavoro in provincia di Lucca nei primi sei mesi del 2026. Rapportato ai 166.650 occupati del territorio, il dato corrisponde a un’incidenza di 18 decessi ogni milione di lavoratori, superiore di circa il 24 per cento alla media nazionale, fissata a 14,5.

È quanto emerge dall’elaborazione dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering, realizzata sulla base dei dati Inail e aggiornata al 30 giugno. La graduatoria provinciale prende in considerazione esclusivamente gli infortuni mortali avvenuti durante l’attività lavorativa, escludendo quindi quelli che si sono verificati nel tragitto tra casa e lavoro.

Lucca occupa il 36esimo posto nella classifica nazionale e si trova in fascia arancione, riservata ai territori con un’incidenza compresa tra la media italiana e il 125 per cento della stessa. Con il suo indice di 18, la provincia è dunque a ridosso della zona rossa, che scatta quando il dato supera del 25 per cento la media nazionale.

Nel confronto toscano, Lucca è la quinta provincia con l’incidenza più elevata. La situazione peggiore si registra a Livorno, con quattro morti e un indice di 28,1, seguita da Pisa, che conta cinque vittime e un’incidenza di 26,2. Vengono poi Pistoia, con tre decessi e un indice di 23,7, e Arezzo, anch’essa con tre vittime ma con un’incidenza di 19,9.

Al di sotto del dato lucchese si collocano Massa Carrara, con una vittima e un’incidenza di 12,7, Firenze, con cinque morti ma un indice di 10,6, Grosseto con una vittima e un’incidenza di 10, Siena con un decesso e un indice di 8,4. A Prato non risultano vittime in occasione di lavoro nel periodo preso in esame. Complessivamente, nei primi sei mesi dell’anno, le morti sul lavoro registrate in Toscana sono state 26.

Il quadro locale si inserisce in un’emergenza che, nonostante il calo del 4 per cento rispetto allo scorso anno, continua a interessare tutto il Paese. Tra gennaio e giugno 2026 le vittime sono state complessivamente 482: 350 durante l’attività lavorativa e 132 in itinere. Nello stesso periodo le denunce di infortunio sono salite a 315.452, con un incremento del 5,5 per cento rispetto al primo semestre del 2025.