economia
|L’export manifatturiero lucchese torna negativo, solo la Nautica è in pareggio
Nel 2025 il lapideo ha segnato -9%, carta e cartotecnica -2,8%
“Dopo un 2024 nettamente positivo, che aveva segnato +7%, per l’export manifatturiero lucchese torna nel 2025 il segno negativo, con -3,2%”. Lo dice il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti che aggiunge: “Portano il segno meno quasi tutti i settori. L’alimentari -15,9%, dopo un 2024 che aveva superato +26%; moda -11,9%, coerentemente con le difficoltà del settore; lapideo -9%; macchine -3,9%; carta e cartotecnica -2,8%. Limitatamente negativa, con -1,1%, anche la chimica-plastica-farmaceutica, dopo anni di ottimi risultati. In pareggio solo la nautica, peraltro reduce da prestazioni eccellenti negli scorsi anni, mentre evidenzia un lievissimo segno positivo (+0,1%) la metallurgia.
I dati 2025 dell’export manifatturiero delle province di Lucca, Pistoia e Prato sono del centro studi di Confindustria Toscana Nord, basati principalmente su quelli Istat, che per il livello provinciale fornisce i dati non in volumi ma solo in valori. I dati, quindi, sono determinati anche da fattori quali le oscillazioni valutarie e i costi delle materie prime, che non forniscono indicazioni dirette attendibili sulle reali prestazioni delle imprese esportatrici in termini di entità di produzione destinata ai mercati esteri. Un limite interpretativo che è sempre presente, ma che è particolarmente acuto in momenti segnati da turbolenze, come accadeva già nel 2025 e come, ancor di più, accade nel momento attuale.
“Pur con queste importanti cautele, alcune considerazioni sono comunque possibili – osserva la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Per il complesso delle esportazioni di Lucca, Pistoia, Prato il 2025 torna in territorio negativo, a quota -1,7%, dopo un 2024 che aveva segnato +2,3%. Un risultato quindi non certo esaltante ma neppure drammatico se si considerano i forti timori che ci sono stati, e che si sono oggi ulteriormente acuiti, per le politiche daziarie statunitensi e per le tensioni internazionali”.
“Nel 2025 – aggiunge Pieretti – i settori lucchesi con vocazione all’export, più o meno spiccata che sia, hanno risentito quindi in maniera pressoché generalizzata degli effetti della congiuntura a livello mondiale e in particolare del fatto che i commerci internazionali hanno subito un rallentamento”.


