L'analisi
|La Uil lancia l’allarme Tari: “In Toscana quasi ovunque aumenti oltre la media regionale”
L’aumento in provincia è del 4,48 per cento, Pisa e Pistoia fra le peggiori in Italia. La ricetta? “Servono impianti e termovalorizzatori”
Costi della Tari, secondo la Uil è stangata sui cittadini toscani.
Secondo un recente studio due province sono sul podio delle peggiori d’Italia: Pisa, maglia nera con una tariffa di 650 euro, e Pistoia al terzo posto con una tariffa di 524 euro. In particolare Pisa ha una tariffa di oltre 120 euro in più rispetto a Brindisi, al secondo posto nella triste classifica.
“In generale – spiega il sindacato – aumentano le tariffe in tutta la regione, ma solo a Firenze e Massa aumentano con una proporzione minore rispetto alla media nazionale del 3,73%. Chi ha visto le tariffe aumentare di più in Toscana è Siena (+13,54%), ma con una tariffa più bassa della media nazionale). Male anche Livorno (+9,93%), Pisa (+9,32%, ma aveva la tariffa più alta d’Italia anche nel 2024), Prato (+8,81%) e Carrara (+7,38%)”.
L’aumento in provincia di Lucca è del 4,48 per cento, secondo la tabella della Uil Toscana.

A livello di importi assoluti, solo le province di Siena e Firenze hanno tariffe sotto la media nazionale di 350 euro. Quest’ultima si distingue anche per essere la quarta città metropolitana più virtuosa in Italia.
Il segretario generale della Uil Toscana Paolo Fantappiè lancia l’allarme, evidenziando come “questi importi, che stanno aumentando in quasi tutta la regione, sono sempre meno sostenibili per le famiglie, già provate da un potere d’acquisto che cala sempre di più”, sostenendo poi che “ancora troppi rifiuti vanno fuori regione, con la naturale conseguenza dell’aumento dei costi di trasporto. È evidente che gli attuali impianti di smaltimento e riciclo non sono sufficienti a soddisfare le esigenze della Toscana”. Per questo secondo Fantappiè “serve velocizzare la costruzione degli impianti previsti dal piano d’ambito regionale, integrandolo con la costruzione di termovalorizzatori che siano in grado di gestire e ridurre gli scarti ed i rifiuti non riciclabili. Ricordiamoci che le nostre discariche non sono più in grado di accogliere nuovi rifiuti, pertanto è necessario trovare delle soluzioni immediate”.


