Industria
|Futuro della Kme, incontro con i sindacati: possibile nuova cassa integrazione nel 2026
Notizie in chiaroscuro dal summit con i sindacati che chiedeono di confermare gli investimenti e confermare la centralità produttiva
Si è svolto oggi (31 ottobre) l’incontro tra la direzione del Gruppo Kme e le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm nazionali, finalizzato ad analizzare l’andamento generale del gruppo in Europa e le prospettive per gli stabilimenti italiani: Kme di Fornaci di Barga, Kme Mortara, Kme Centro direzionale a Firenze, Sct a Serravalle Scrivia e Aml a Serravalle Scrivia.
“L’azienda – dicono Icoordinatori nazionali Bruno Casotti (Fim), Massimo Braccini (Fiom), Giacomo Saisi (Uilm) – ha illustrato una situazione generale complessa, in un contesto economico caratterizzato da una fase di deglobalizzazione, da un forte incremento del prezzo del rame e dall’introduzione di dazi doganali che hanno inciso ulteriormente sulla competitività. A questi fattori si sommano i costi energetici elevati, in particolare in Germania, che pesano in modo significativo sulla struttura dei costi del Gruppo. Kme ha confermato una carenza di ordinativi a livello europeo e una flessione produttiva che interessa diversi siti del gruppo. I principali settori di sbocco – automotive e rame per coperture edilizie – restano in difficoltà, e non si prevede una ripresa significativa prima della metà del 2026”.
“L’azienda – prosegue la nota – ha tuttavia comunicato di stare valutando l’opportunità di individuare nuovi business e di attuare alcune razionalizzazioni produttive per adattarsi al nuovo scenario di mercato. La direzione ha evidenziato altresì che gli stabilimenti italiani di Serravalle Scrivia e Fornaci di Barga, pur operando in un contesto di crisi generale, mostrano una tenuta produttiva e dei costi migliore rispetto ad altri siti europei. Tuttavia, questo non è sufficiente a saturare produttivamente i due siti. Per gestire la fase di riduzione temporanea della domanda, Kme nel 2026 valuterà di ricorrere a ulteriori strumenti di ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e accompagnare la ripresa prevista nei prossimi anni”.
“Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm – concludono – hanno espresso preoccupazione per il quadro complessivo, ma hanno anche sottolineato l’importanza di valorizzare la solidità e la professionalità dei siti italiani, chiedendo all’azienda di confermare gli investimenti e di mantenere una piena centralità produttiva in Italia. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito la necessità di un confronto costante e trasparente sull’andamento del mercato, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e sui progetti di rilancio industriale, a tutela dei lavoratori e del futuro del Gruppo nel nostro Paese. Nei prossimi giorni, Fiom, Fim e Uilm informeranno i lavoratori sull’esito dell’incontro”.


