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Ungulati lontani dai campi agricoli: il piano regionale accoglie la proposta di Coldiretti

Nel nuovo piano faunistico venatorio accolte le richieste dell’associazione. Elmi: “Proteggere l’agricoltura è oggi una priorità concreta”

“Con il nuovo piano faunistico venatorio dovranno essere messe in campo tutte le azioni necessarie per impedire che cinghiali, daini, caprioli possano danneggiare ancora le coltivazioni che sono la primaria fonte di reddito agricolo”. È questo il commento del presidente di Coldiretti Lucca, Andrea Elmi, dopo il via libera da parte del consiglio regionale della Toscana.

Il piano – che contiene al suo interno il principio proposto da Coldiretti Toscana secondo cui è incompatibile la presenza della fauna selvatica nella aree di coltivazione agricola professionale e non – è stato adottato in occasione della seduta di martedì (29 luglio).

“È un momento importante – prosegue Elmi – che segna un cambio di approccio nel percorso di riequilibrio della presenza della fauna selvatica sul territorio. Il piano contiene al suo interno il principio che abbiamo proposto e sostenuto in questi anni: laddove sono presenti coltivazioni agricole professionali e non, sulla base della banca di Artea, non possono essere presenti contestualmente ungulati. I cinghiali, e in generale la fauna selvatica, rappresentano una calamità per le produzioni agricole ed un serio pericolo per la sicurezza stradale e sanitaria. Il cambio di approccio del piano alla gestione della fauna è una nostra vittoria”.

Coldiretti Lucca ringrazia il governatore Giani e la vicepresidente Stefania Saccardi, tutta la giunta, il consiglio regionale e i presidenti della seconda commissione (Sviluppo rurale, agricoltura, caccia e pesca) e della quarta commissione (politiche dell’ambiente, della cooperazione internazionale e del terzo settore) presiedute rispettivamente da Gianni Anselmi e Lucia De Robertis.