Pagamenti digitali, scatta la sanzione per chi rifiuta il Pos

Da oggi (20 giugno) gli esercenti rischiano oltre 30 euro di multa. Confcommercio: "Non è la strada da seguire"

Non possono più rifiutare il pagamento tramite Pos, anche solo per un caffè. La pena? Una sanzione pari a 30 euro aumentata del 4 per cento del valore della transazione negata, salvo i casi di oggettiva impossibilità tecnica. E’ quello che rischiano, a partire da oggi (giovedì 30 giugno), gli esercenti che non rispetteranno l’obbligo di accettare pagamenti con strumenti elettronici.

A prevedere quest’anticipazione della decorrenza del trattamento sanzionatorio, al posto dell’1 gennaio 2023, è l’articolo 18, comma 1 del decreto legislativo 36/2022, cosiddetto Attuazione Pnrr-bis.

La norma, confermata dalla legge di conversione pubblicata in Gazzetta ufficiale ieri (mercoledì 29 giugno), tuttavia non convince Confcommercio nazionale, che in una nota sottolinea: “Non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese “.

“Già oggi nel nostro paese – spiega Confcommercio – il numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate è elevato con una crescita, nell’ultimo quinquennio, del 120 per cento e sono oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attività commerciali e di servizi. È dunque evidente che il nostro sistema dei pagamenti è già in pieno sviluppo, ora va fatto di più per modernizzare ulteriormente questo processo rendendolo più efficiente e meno oneroso”.

“Agire per via sanzionatoria per la mancanza del Pos – conclude l’associazione – non è certo la strada da seguire, andrebbe invece prorogata tempestivamente la misura istituita dal decreto Sostegni-bis, in scadenza a fine giugno, che dispone l’incremento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti che adottano sistemi evoluti di incasso”.

Dello stesso avviso il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni: “L’operazione messa in piedi dal governo per favorire i pagamenti elettronici ha un punto critico: non è stata presa alcuna decisione sostanziale sull’abbattimento delle commissioni e dei costi a carico di consumatori e imprese”.

“Come Confcommercio, abbiamo chiesto a più riprese di prevedere la gratuità dei cosiddetti micropagamenti e di potenziare lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente. Puntare asimmetricamente sulle sanzioni non giova affatto ai processi di modernizzazione del sistema dei pagamenti, anzi colpisce i soliti noti: le imprese già gravate da tante difficoltà”.

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