In Toscana al via il bando per la difesa e il rimboschimento dei castagneti

Le risorse complessive messe a disposizione dal bando ammontano a 330mila euro e gli interventi possono coprire fino all’80 per cento delle spese

E’ stato aperto il bando per incentivare interventi nei castagneti volti alla difesa e messa in sicurezza del suolo, al rinfoltimento, all’imboschimento e al rimboschimento. Sono interventi da realizzarsi ad opera delle imprese agricole e forestali che favoriscono la tutela ambientale, la gestione del paesaggio e contrastano il dissesto idrogeologico nelle aree interne e marginali.

Il bando consentirà di realizzare, tra l’altro, le potature di risanamento delle chiome, finalizzate al recupero delle piante da frutto, il taglio di piante di castagno morte o deperienti e delle piante estranee al castagneto da frutto, nonché interventi di messa a dimora di nuove piante o l’esecuzione di innesti di polloni.

Le risorse complessive messe a disposizione dal bando ammontano a 330mila euro e gli interventi possono coprire fino all’80 per cento delle spese ammesse con un minimo per progetto di 10mila euro ed un massimo di 50mila euro.

Possono essere realizzati da imprese agricole di cui all’articolo 2135 del Codice civile, singole o associate, e dalle imprese iscritte all’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali di cui all’articolo 13, comma 2 della L.R. 39/2000. Le domande dovranno essere presentate, attraverso il portale Artea, entro 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale di Regione Toscana.

Le risorse, messe a disposizione dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono state indirizzate, per scelta della Regione Toscana, in particolare al recupero dei castagneti da frutto, un settore che non ha trovato molta soddisfazione con le risorse del Psr, pur riconoscendo alla castanicoltura un ruolo importante non solo per gli aspetti produttivi ed economici, ma anche per quelli ambientali, paesaggistici, sociali, culturali e per la tutela della biodiversità agraria e forestale e per lo più legata alla dimensione colturale e tradizionale della montagna.

“Anche in Toscana – sottolinea la vicepresidente e aasessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – la castanicoltura, dopo aver attraversato faticosamente il problema degli attacchi del cinipide, ha visto una sensibile contrazione sia delle aziende con castagneto da frutto sia della superficie investita a castagneto da frutto ed è proprio per incentivare in qualche modo il recupero delle selve castanili che la Regione intende incrementare la dotazione iniziale delle risorse disponibili in modo da ampliare il più possibile la platea dei beneficiari”.

Sostieni l’informazione gratuita con una donazione

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.