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Come ridurre i costi di gestione di uno studio professionale?

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    Gli effetti della pandemia di Covid-19, tutt’ora in corso, peseranno sull’economia per un periodo molto più lungo di quello che oggi riusciamo a immaginare. Persino aziende importanti e consolidate, leader mondiali di precise nicchie di mercato, sul finale del 2021 hanno iniziato a patire l’aumento dei prezzi dei materiali.

    Un problema che in Italia, patria di migliaia di piccole – talvolta piccolissime – imprese, anche a conduzione familiare, rischia di sovvertire, in modo radicale, assetti consolidati e tradizioni imprenditoriali ben collaudate. Così come rischiano i molti professionisti – architetti, ingegneri, geometri, ma anche esperti di comunicazione o di marketing, medici, veterinari – che negli ultimi anni hanno deciso di mettersi in proprio o di aprire uno studio associato.

    Finché tutto è andato bene il problema non si è posto. Purtroppo, però, la situazione è divenuta complicata e in un momento così delicato per i mercati globali si è imposta la certezza che per mantenersi competitivi sia necessario capire in modo profondo il funzionamento – anche burocratico, anche fiscale – della propria struttura. A partire dai costi dello studio, per esempio, da tenere più che mai sotto controllo.

    Fortunatamente esistono soluzioni efficaci anche online. Tra tutte, vale la pena menzionare Fiscozen, piattaforma che offre servizi “all inclusive” per professionisti e imprese individuali a prezzi molto onesti: chi inizia con un regime dei minimi o una partita Iva a regime forfettario viene seguito passo passo, con consulenze personalizzate, con un abbonamento da 299 euro l’anno. Ottime anche le soluzioni per chi fattura più di 65mila euro l’anno e non rientra nelle condizioni di vantaggio per i professionisti ‘esordienti’: un abbonamento, in quel caso, costa 799 euro l’anno. Un modo per risparmiare che esclude la poco lungimirante soluzione di tagliare il personale alla quale chi fa impresa fa ricorso nei periodi peggiori.

    Meglio sarebbe infatti parlare di ottimizzare i costi e analizzare i driver sui quali poter intervenire – come, appunto, i costi delle consulenze necessarie alla vita dello studio professionale nel medio e nel lungo periodo.

    Tra gli aspetti da considerare, anche grazie agli insegnamenti che in qualche modo il lockdown ci ha lasciato, è la qualità del tempo di lavoro. Quante volte restiamo davanti a un computer perché dobbiamo farlo e non perché realmente in quel momento si è produttivi ed efficienti? Non sarebbe meglio investire quel tempo in formazione e organizzazione dei carichi di lavoro?

    Processi che permettono di guadagnare terreno sul campo della competitività anche per gli studi professionali: riuscendo, infatti, a dare il giusto valore al lavoro che ne ha, senza disperdere energie e retribuzioni insufficienti, è possibile raccogliere risultati a lungo termine e a prova di ogni crisi. Il punto di partenza, in ogni caso, è una sana analisi dei costi.

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