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Tpl, Ctt Nord non ci sta: “At continua a infangare l’onore della società, se la prenda con la gara della Regione”

Lettera aperta del presidente Di Rocca: "Basta dire che abbiamo ostacolato il passaggio al nuovo gestore o partono le cause"

Una lunga lettera aperta per difendere la correttezza di Ctt Nord nell’operazione di passaggio al nuovo gestore. La firma il presidente Filippo Di Rocca.

“Nessuno – scrive Di Rocca – può infangare l’onore della Ctt Nord srl e di tutti coloro, che a diverso titolo, hanno contribuito a garantire, nonostante le mille difficoltà (non ultima la pandemia), l’erogazione del trasporto pubblico locale sino al 31 ottobre 2021. Da alcuni giorni continuiamo a leggere sulla stampa dichiarazioni ed affermazioni da parte del nuovo gestore semplicemente inaccettabili e allora proviamo a fare un po’ di chiarezza. Autolinee Toscane ha un compito impervio da assolvere: far fronte all’erogazione del servizio come gestore unico di tutta la Regione Toscana. Non è un caso che la Toscana sia l’unica regione in Italia ad aver seguito questa via; vi sono regioni del nord che continuano a gestire il servizio in house affidandolo a decine di aziende; questo perché il trasporto pubblico locale è una macchina complessa che deve essere erogata in modo diverso a seconda del territorio in cui opera e in base all’osmosi sociale ed economico tra i territori (studenti, pendolari, turisti…): insomma un “vestito” che va calato a pennello sul corpo, un corpo in continuo movimento e cambiamento”.

“Oltretutto – prosegue Di Rocca .-  la Toscana ha un territorio vasto, caratterizzato da centinaia di chilometri di coste, da un arcipelago, da Alpi e Appennini, da una città – Firenze – tra le “capitali” del mondo, da numerose città capoluogo, da moltissime altre città importanti (Volterra, Pontedera, Montecatini ecc..) e da molti piccoli centri poco abitati, ma di grande valore storico; tratte che l’estate sono prese d’assalto dall’utenza che l’inverno si svuotano, altre che vivono il fenomeno inverso. Quindi ad Autolinee Toscane va tutta la nostra comprensione rispetto alla difficoltà di compiere un compito così impegnativo. Quello che non possiamo tollerare è che si possa anche solo pensare che la Ctt Nord srl abbia ostacolato il subentro. Questo proprio no, perché sarebbe sostenere una falsità, una grave falsità”.

“Dopo la sentenza del Consiglio di Stato – dice Di Rocca –  i board delle due società hanno tenuto un rapporto fondato su stima e rispetto reciproco (tutt’ora è così), le tecnostrutture delle due aziende hanno lavorato giorno e notte per affrontare le svariate e complesse questioni tecniche che si ponevano di fronte a loro. Persino dopo l’1 novembre le parti si sono aiutate e si stanno aiutando a risolvere questioni importanti che avevano (vedi affitto di locali di Pontedera, Castelnuovo Garfagnana, comodato della biglietteria di Livorno e quello “incrociato” di Pisa, beni non ricompresi nel novero di quelli essenziali) e che hanno ancora sul tavolo. Eppure, nonostante tutto, nonostante un lavoro estenuante, continuiamo a leggere sulla stampa (ma nei quotidiani contatti tra le parti di tutti i giorni niente emerge) argomenti che offendono l’intelligenza di tutti gli attori in campo“.

“Proviamo almeno per una volta, solo una volta ad andare per ordine e a fare chiarezza, partendo dalla gara – elenca il presidente – La gara (diciamolo con serenità) è stata pensata male e ancora peggio progettata: è bene chiarire ancora una volta che la gara non prevedeva la cessione delle aziende toscane al vincitore ma solo, e sottolineiamo solo, la cessione dei beni a loro appartenenti. Quindi le aziende, tra cui Ctt, dovevano cedere (e lo hanno fatto a fine luglio) tutti i loro beni destinati al Tpl (autobus, officine, uffici, attrezzature…) ad Autolinee Toscane alla quale tutto il personale doveva essere trasferito (come è stato fatto). Non dovevano essere trasferiti i contratti (salvo quelli di locazione) non dovevano essere trasferite liste dei fornitori. Non doveva essere trasferito il know-how aziendale. Anche perché ci domandiamo che senso avrebbe avuto consentire che Autolinee Toscane (piccola società con pochissima esperienza ed appena 30 dipendenti) si sia potuta presentare alla gara “regionale” grazie all’avvalimento integrale della propria capogruppo – Ratp – se poi proprio Ratp non fosse stata tenuta a mettere a disposizione di At, al momento dell’avvio del servizio, la propria ultradecennale esperienza nel settore del trasporto pubblico parigino. Quello che è certo è che, secondo la gara, solo la proprietà dei beni doveva essere ceduta e così è stato fatto: pertanto At sapeva sin dalla pubblicazione della gara che sarebbe arrivato un momento in cui avrebbe avuto in mano non l’azienda nella sua interezza, ma solo i beni da organizzare per rendere il servizio”.

“La Ctt ha deciso – spiega il preisdente Di Rocca – d’accordo con i suoi soci, di prestare la massima collaborazione ad Autolinee Toscane, sottolineiamo la “massima” collaborazione. Come chiamare il fatto che sono state trasferite, su accordo delle parti, le liste degli abbonati, via via aggiornate ed è prevista un’ulteriore verifica nei prossimi giorni? Come chiamare il fatto che già dal 18 ottobre (sebbene noi avessimo dato la disponibilità sin dall’1 ottobre) una cooperativa privata opera per conto di At presso le nostre biglietterie per vendere abbonamenti e biglietti del nuovo gestore e che noi progressivamente abbiamo cessato di vendere i nostri, il tutto ancor prima del subentro? Come chiamare il fatto che prima del subentro il nostro servizio commerciale segnalava ad At che già prima dell’1 novembre presso gli sportelli da quest’ultima gestiti, si erano formate file di utenti e che sarebbe stato utile prendere immediatamente provvedimenti per evitare disagi nei giorni a seguire il subentro? Come chiamare il fatto che per circa due mesi il “nostro” personale ha svolto decine di riunioni e centinaia di ore di corsi di formazione con At in orario di ufficio? Come chiamare il fatto che sono stati sostituiti gli autisti che andavano in pensione prima del subentro e ciò affinché At potesse utilizzare personale già formato nella difficile transizione, acuita dalla questione green pass? Come chiamare il fatto che abbiamo permesso a nostro personale con funzioni apicali di passare ad At prima del subentro? Come chiamare il fatto che a metà settembre ci siamo fatti integralmente carico senza eccezione o rivendicazione alcuna, dell’organizzazione del servizio scolastico degli studenti medi, tutto lavoro lasciato in eredità ad At? Come chiamare il fatto che abbiamo passato ad At i nostri gestionali mettendo loro a disposizione tutto il possibile salvo ovviamente quanto la privacy ci impediva di fare?“.

“Potremmo continuare sino a tediarvi, ma per comprendere che ciò è stato fatto basta guardare la pubblicità di Autolinee Toscane che recita chiaramente: “Stessi orari stessi prezzi stessa fermate stesse linee” (pubblicità che capeggiava sui giornali toscani già il 2 novembre scorso) se non ci fosse stata questa collaborazione ovvio che queste parole non potevano essere spese dal nuovo gestore. Senza la collaborazione delle aziende uscenti resa senza alcun obbligo previsto dalla gara il subentro sarebbe stato ben più “difficile” di quello che è stato. Alla Regione diciamo che ci saremmo aspettati una cabina di regia di quanto stava accadendo nel Tpl, l’abbiamo richiesta più volte; abbiamo scritto tre volte al presidente della Regione non ricevendo risposta alcuna, domandando di essere ascoltati anche perché mentre si preparava il subentro, la Ctt viveva una difficoltà finanziaria (ora superata) dovuta a diversi fattori tra cui la pandemia (17 milioni in meno di ricavi solo nel 2020), ma anche le somme dovute per il “riequilibrio” 2018-2019 giunto solo ad ottobre; ed ancora molti milioni mancano all’appello. Probabilmente la cabina di regia avrebbe portato a capire ciò che con At ci siamo detti ad uno dei tanti tavoli tecnici svolti nel mese di luglio: il subentro l’1 dicembre 2021 sarebbe stato un obiettivo realistico, l’1 novembre un obiettivo forzato, e così è stato. Il subentro è avvenuto. A questo punto la Regione ha il compito di vigilare sull’attuazione del contratto di servizio firmato assieme ad Autolinee Toscane”.

“Lo scopo di questa nostra è ripristinare la verità – prosegue la lettera – la verità di una gara pensata e progettata male, la verità di un servizio complesso che ha bisogno di tempo per armonizzarsi, la verità di una Ctt che con serietà e correttezza (sentendoci ancora “dirigenti” di questa nostra bella regione) ha fatto più di quanto doveva per aiutare Autolinee Toscane nel subentro. Potremmo dire ad esempio che At avrebbe potuto mantenere sul territorio gli stessi responsabili territoriali del servizio almeno nella fase di start-up invece, come pare aver fatto, di averli cambiati proprio il giorno del subentro; potremmo dire che non ci ha aiutato nella gestione del servizio di “scuola bus” (fuori dal perimetro di gara) rischiando di lasciare a casa i ragazzi il 2 novembre; ancora potremmo menzionare la vicenda delle paline elettroniche (per Ctt la questione vale oltre mezzo milione di euro) che vediamo spente sui marciapiedi delle nostre città e che la Regione non ha obbligato Autolinee Toscane ad acquistare come, a nostro avviso, avrebbe dovuto fare (se la Regione non cambierà posizione, dovremo introdurre un giudizio che ristabilisca le nostre ragioni). La favola della emersione di “tratte fantasma extraurbane” che avrebbe comportato l’aumento dei prezzi dei biglietti suscita l’ilarità di chi legge e merita solo poche parole di replica: il programma di esercizio è noto ad Autolinee Toscane fin dalla partecipazione alla gara ed è allegato al contratto di concessione”.

“At copre le stesse identiche tratte (con gli stessi orari) che garantiva Ctt Nord srl – conclude Di Rocca – se At ha ritenuto di non dover firmare la convenzione (già pronta per la sottoscrizione) con il Comune di Pisa e di dover invece aumentare le tariffe di alcune di queste tratte extraurbane è solo una sua scelta e una sua responsabilità; da parte di Ctt Nord srl non c’è stata alcuna incoerenza, alcuna malafede, alcuna contraddittorietà; evidentemente l’aumento delle tariffe è dovuta ad una scelta aziendale del nuovo gestore rispetto alla quale la Ctt Nord srl è del tutto estranea. Proviamo invece a fare un esercizio di stile e di sostanza: mettiamo da parte le argomentazioni fallaci e le sterili polemiche volte a dare la colpa a chi c’era prima (troppo facile, persino scontato…), perché diversamente partirebbero cause e contro cause e Ctt è stufa di tutto ciò (lo ha dimostrato chiaramente anche in seno al consorzio Mobit). Cerchiamo invece di assumere nuovamente una veste istituzionale, caratterizzata da serietà e spirito collaborativo, per il bene dei cittadini e dei molti turisti che hanno ripreso a visitare la nostra straordinaria regione. Noi siamo pronti, come sempre, a qualsiasi confronto per risolvere le molte questioni rimaste ancora in sospeso”.

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