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Cave, Fillea Cgil: “Contrari a un’attività estrattiva senza regole”

I rappresentanti sindacali: "Il distretto Apuo Versiliese può essere il luogo in cui tutti insieme possiamo capire come gestire le regole a livello territoriale e su come metterle in pratica"

Prosegue il dibattito sull’attività estrattiva nel bacino Apuo Versiliese. A tornare sul tema sono la segretaria generale della Fillea Cgil Alessia Gambassi e il segretario generale Cgil della provincia di Lucca Rossano Rossi.

“Noi siamo contrari a un’attività estrattiva senza regole e a quella politica industriale e che si fonda esclusivamente sull’esportazione di blocchi all’estero – si legge nella nota -. E’ una scelta a nostro avviso sbagliata da cui nascono quei sentimenti negativi verso le cave, mentre il marmo è una ricchezza che può generare investimenti, occupazione e sviluppo territoriale, se gestito nel rispetto della sostenibilità ambientale. Ciò lo si può fare a determinate condizioni che sono in primis il rispetto dei vari Piani regionali, a partire dal Piano Cave al quale come Cgil abbiamo dato il nostro contributo, che ad esempio prevede la lavorazione in loco di almeno il 50% del materiale estratto”.

“Le concessioni e le autorizzazioni sono date e mantenute a fronte di progetti che hanno alla base il ripristino ambientale, la filiera produttiva e la crescita occupazionale. Il distretto Apuo Versiliese, del quale facciamo parte, può essere il luogo in cui tutti insieme possiamo capire come gestire le regole a livello territoriale e su come metterle in pratica – va avanti la nota -. E’ necessario il rispetto dei protocolli come quello del 2006 sottoscritto dall’azienda Henraux grazie al quale la trasformazione in loco si attesta al 60% già da anni, molto prima rispetto alla normativa definita nel 2020. E’ grazie al rispetto di quel protocollo che l’azienda ha reinternalizzato la linea di taglio ed ha fatto continui investimenti con forti ricadute sul tema della sicurezza. Pensiamo alla installazione di due nuove gru al fine di garantire più sicurezza sulle movimentazioni, alla realizzazione di una nuova mensa, di un nuovo showroom espositivo aziendale, il miglioramento del sistema di ricircolo e depurazione delle acque di cava”.

“Altri esempi virtuosi sono quello della Cooperativa Apuana Vagli che ha riportato la segagione del marmo in Garfagnana e dà lavoro a circa 70 persone oltre l’indotto e quello della Coop Condomini Levigliani, che ha sempre cercato di valorizzare i marmi del Corchia e promuovere e sostenere la crescita economica della comunità leviglianese nello sviluppo di attività turistiche complementari all’attività marmifera. Ha così investito e ridistribuito sul territorio parte della ricchezza proveniente dal marmo – proseguono ancora i rappresentanti sindacali -. E’ interessante e, per come la vediamo noi, anche necessaria, la definizione della trattativa che il comune di Seravezza sta portando avanti per incrementare le ricadute socio-economiche e di mitigazione ambientale legate all’attività estrattiva sul suo territorio”.

“Non entriamo nel merito delle ragioni che hanno portato alla sospensione di alcune attività o parte di esse: questo è prerogativa degli organi preposti. Per quanto ci riguarda ribadiamo invece che i controlli per il rispetto delle regole sono auspicabili e necessari, chiediamo però di porre l’attenzione sulle indispensabili tutele occupazionali quando gli stessi controlli portano alla sospensione dell’escavazione, tutele che ad oggi non sono previste – conclude la nota -. Sono necessari tempi certi sulle verifiche e le eventuali sospensioni in caso di presunte violazioni. Non possono rimetterci i lavoratori che non hanno alcuna colpa. Infine, sul tema Usi Civici, come Fillea e Cgil ribadiamo la nostra posizione sull’importanza di chiudere un contenzioso che va avanti da anni e anni con una conciliazione che tenga conto degli interessi della Comunità e dei posti di lavoro”.

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