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Vaccinazioni in azienda, Confartigianato Toscana: “Servono indicazioni chiare e pari opportunità”

Il presidente Giusti: "Aiuteremo senz’altro le imprese ricorrendo a specifiche convenzioni con strutture"

Il presidente di Confartigianato Imprese Toscana Luca Giusti interviene sulla prevista campagna di vaccinazione anti Covid dei dipendenti nelle aziende, dopo l’approvazione delle linee guida della Regione Toscana.

Indicazioni che suscitano per l’associazione degli artigiani, alcuni interrogativi sulla concreta attuazione di questa possibilità nelle imprese di piccola e media dimensione, ovvero in oltre il 90% delle imprese toscane: “Molte imprese toscane sono disponibili a sostenere i costi della vaccinazione dei propri dipendenti – sostiene Luca Giusti –  ma a fronte di questa apertura e al loro senso di responsabilità trovano incertezze riguardo le modalità di attuazione prescritte e difficoltà dovute alla carenza di medici del lavoro disponibili”.

Per Confartigianato Imprese Toscana servono indicazioni chiare ad esempio sulle modalità con cui le vaccinazioni del personale dovranno essere svolte, sulla idoneità dei locali, sulla certezza della disponibilità dei vaccini, sulle attrezzature richieste per la loro eventuale conservazione. Ad oggi potrebbero essere davvero poche le aziende in cui si vaccineranno i dipendenti e, per quelle che lo faranno, non sarà semplice rispettare le disposizioni.

“Come Confartigianato – aggiunge il presidente – aiuteremo senz’altro le imprese a vaccinare i propri dipendenti ricorrendo a specifiche convenzioni con strutture già in possesso dei requisiti per la vaccinazione. Il contributo delle imprese alla campagna vaccinale potrebbe diventare fondamentale per consentire di ottimizzare la gestione dei richiami dei vaccini. Dobbiamo però stare attenti a non creare percorsi che alla fine potrebbero penalizzare alcuni e favorire altri e questo vuol dire porsi da subito l’obiettivo di garantire pari opportunità a chi lavora in grandi imprese e a chi lavora in quelle di più ridotte dimensioni. In particolare le tante piccole aziende dei comparti alimentare, impiantistico, di trasporto, di assistenza, di servizi alla persona che hanno garantito servizi essenziali in piena pandemia, non hanno mai fruito di alcun canale privilegiato di vaccinazione e non devono essere discriminate”.

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