“Rigenerazione urbana, niente fondi Pnrr per Minucciano”: minoranza all’attacco

L'opposizione dopo l'anticipo del diniego dal ministero della cultura: “Torniamo a chiedere al sindaco di dimettersi nell’interesse di tutti i cittadini”

Niente fondi del Pnrr per il Comune di Minucciano. A dirlo è il gruppo consiliare di minoranza, che attacca il primo cittadino e la sua giunta.

“Altra doccia fredda per l’intera comunità del Comune di Minucciano – dice la minoranza – l’esclusione, per inammissibilità formale, della domanda prodotta dall’amministrazione Poli al finanziamento nell’ambito del Pnrr destinato a sostenere progetti di rigenerazione culturale e sociale da realizzare nei piccoli borghi storici. Segue, ma non in ordine d’importanza, le molte delusioni amministrative, che sono state ripetutamente oggetto di recriminazione da parte del gruppo consiliare di minoranza, tra le quali, per rammentarne qualcuna, figurano il progressivo, preoccupante calo demografico che causerà lo spopolamento del territorio al quale, sinora, non sono seguiti con il riconoscimento di tale fenomeno negativo, pervicace volontà d’affrontarlo con la dovuta capacità, creatività e flessibilità amministrativa tale da ridare futuro e speranza per l’intera comunità; il mancato incremento dei posti di lavoro promessi, specialmente nel settore lapideo; la grave inerzia nel settore turistico e la carente promozione del territorio; l’inquinamento di aree boschive provocato dall’abbandono di rifiuti anche pericolosi; il degrado del tessuto urbano di molti borghi; il depuratore di Rimessa ancora spento malgrado le molte precisazioni e assicurazioni temporali fornite dal sindaco Poli, circa la sua entrata in funzione; il termovalorizzatore di Gramolazzo puntualmente chiuso durante il periodo estivo, quantunque specifici esistenti accordi, stipulati con gli utenti del peculiare servizio pubblico, prevedano il contrario; le gravissime criticità ambientali, tuttora non risolte, presenti nella Valle di Orto di Donna, fiore all’occhiello delle Alpi Apuane, collegate al mancato recupero e smaltimento dei residui della lavorazione del marmo. Tutto ciò, nonostante l’impegno istituzionale assunto, circa due anni orsono, dal consiglio comunale che compatto ha votato favorevolmente una nostra mozione destinata appunto a intervenire risolutivamente in quell’area, onde scongiurare il deterioramento delle bellezze naturali esistenti, già fortemente compromesse”.

“Nello specifico, noi della minoranza siamo venuti a conoscenza – prosegue la minoranza – malgrado le bocche cucite negli ambienti del Poli, che il ministero della cultura, con sua recente determina, in relazione al peculiare finanziamento, nell’ambito del Pnrr destinato a sostenere progetti di rigenerazione culturale e sociale da realizzare nei piccoli borghi storici, ha reso ufficialmente noto l’esclusione, per inammissibilità formale, della domanda prodotta dal Comune di Minucciano. La perdita finanziaria riguarda una somma molto consistente, pari a oltre 2,5 milioni di euro, della quale figuravano cointeressati anche i Comuni di Pieve Fosciana e Careggine, e avrebbe costituito un’importante leva di crescita economica e di sviluppo del territorio. Ma non solo, in base al protocollo d’intesa, stipulato tra il sindaco di Minucciano e quelli dei predetti Comuni, il primo si impegnava, tra l’altro, a conferire gli incarichi e a predisporre gli atti necessari alla partecipazione al bando de quo; provvedere all’anticipazione delle spese necessarie alla realizzazione del progetto, da suddividere in quote uguali con le altre amministrazioni associate”.

“Con determinazione dell’area tecnica del Comune di Minucciano numero 197, del 12 marzo 2022, veniva affidato l’incaricato del servizio di “attività” di accompagnamento alla candidatura sul fondo borghi – dice la minoranza – alla società Sinloc – Sistema iniziative locali, con sede a Padova, corrispondendole la somma complessiva di 24400 euro, denaro pubblico che, senza l’ottenimento del finanziamento in parola, resta a carico delle amministrazioni comunali copartecipanti al progetto. Questi denari invece di risultare di elevato potenziale prospettico, ripetiamo, per inammissibilità formale della domanda, non frutteranno alcunché. Ma ahimè, tutto è svanito nel nulla, abbiamo perso un’occasione preziosa”.

“Purtroppo, anche in questo frangente, come in tanti altri casi – conclude la minoranza – il sindaco Poli ha dimostrato di perseguire la realizzazione del suo programma più attraverso il palcoscenico mediatico che sul campo di lavoro quotidiano. È il suo ennesimo insuccesso incassato platealmente. Noi della minoranza siamo caparbi, per cui, perseguendo il bene comune, confortati e sostenuti anche da un coro di voci popolari, sempre più vigoroso e diffuso, alla presenza di quest’ultima débâcle amministrativa, più che mai convinti, torniamo a chiedere al sindaco di dimettersi nell’interesse di tutti i cittadini. Loro ritenendo la decisione necessaria, consapevole e responsabile, certamente la comprenderebbero e la apprezzerebbero moltissimo”.

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