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“Rincari fuori controllo”, gli allevatori rischiano il collasso

Spese in aumento per le stalle in provincia di Lucca, è grido di allarme

Stalle al collasso a causa dei rincari. L’impennata fuori controllo dei costi sta peggiorando ora dopo ora la già precaria condizione di salute degli allevamenti da latte alla prese con prezzi più che raddoppiati di materie prime, mangimi, energia elettrica e gasolio mentre il prezzo al litro alla stalla, pagato da cooperative ed industrie, è rimasto da molto tempo lo stesso. Il bilancio dell’ultima decade è molto duro: in dieci anni in provincia di Lucca ha chiuso un allevamento da latte su tre. A denunciarlo è Coldiretti Lucca che ha rimarcato lo stato di profonda difficoltà degli allevamenti per colpa dei rincari. Ma non solo.

una stalla in garfagnana

Poche ore prima la principale organizzazione agricola aveva chiamato al rispetto dell’accordo nazionale sul prezzo del latte la grande distribuzione organizzata in occasione del tavolo regionale convocato dal vice presidente ed assessore all’agricoltura e all’agroalimentare, Stefania Saccardi. A confermare la difficoltà è arrivata, poco dopo, anche la testimonianza diretta di Graziano Tardelli, allevatore di Molazzana, nell’Alta Garfagnana. Con le sue 30 vacche da latte produce un latte di grande qualità che oggi è pagato, al litro, appena 0,38 centesimi mentre al supermercato un cartone di latte può arrivare anche a costare tra 1,50 ed 1,70 centesimi. “Gli aumenti – ha spiegato Tardelli – sono diretti ed indiretti. Il costo del gasolio è aumentato da 0,40 a 0,83 centesimi al litro, tra novembre ed dicembre pago 6 centesimi in più al quintale i cereali. Il prezzo del latte è però bloccato a 0,38. I consumatori devono saperlo. In aree come la Garfagnana la zootecnica è un valore aggiunto incredibile per il paesaggio, per l’ambiente e per la tenuta idrogeologica. I costi sono attualmente fuori controllo”.

Parla di “situazione esplosiva” il presidente di Coldiretti Lucca, Andrea Elmi. “Gli allevamenti oggi stanno producendo latte in perdita e nessuna attività economica resta in piedi se i costi di produzione sono superiori ai ricavi. Nel mese di novembre è stato sottoscritto un accordo che impegna la grande distribuzione organizzata a riconoscere agli allevamenti sino a 3 centesimi di euro al litro di latte, con una soglia massima di intervento pari a 0,41 euro/litro alla stalla. Noi ci aspettiamo che questo accordo sia rispettato senza ulteriore indugio e senza perdere altro tempo. Ne va della sopravvivenza degli allevamenti”.

I rincari non riguardano solo le stalle. L’aumento dei costi riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia – continua Coldiretti Lucca – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. “Serve – ribadisce Elmi – responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

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