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In arrivo in Toscana i contributi per sostenere il settore sciistico

I bandi sono già aperti

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Gli interventi per favorire la ripresa dell’attività economica nei comuni appartenenti ai comprensori sciistici sono stati l’oggetto dell’audizione dell’assessore all’economia Leonardo Marras nella seduta di oggi, venerdì 10 dicembre, della commissione aree interne presieduta da Marco Niccolai (Pd).

Il presidente Niccolai ha sottolineato in apertura dei lavori come “la partenza dei bandi per i ristori dei comprensori sciistici, oltre agli aspetti quantitativi, come i 4 milioni messi a disposizione per le attività collegate agli impianti, segni un risultato importante ottenuto dalla Giunta e dalle Regioni nel confronto con il Governo, anche nel senso di un intervento specifico per aree dove l’economia legata agli sport invernali è un elemento fondamentale del tessuto socio-economico e per i quali, dopo tanti anni, nel nostro Paese ci sono interventi così mirati”. “Mi auguro che questo – ha aggiunto Niccolai – sia di buon auspicio più in generale per politiche specifiche per la montagna. Domani ricorre anche la giornata internazionale della montagna. Un momento, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ribadire che queste aree hanno bisogno di interventi specifici e sicuramente il tema dei ristori del comparto neve, che ha voluto il governo, segna dopo tanti anni un’attenzione specifica anche dal punto di vista economico”.

L’assessore Marras ha sottolineato come nella definizione della legge regionale per quanto riguarda i comprensori sciistici siano nove i comuni interessati tra le province di Massa Carrara, Lucca, Pistoia, Grosseto e Siena, che hanno la caratteristica di essere individuati perché sono interessati dagli impianti di risalita e dalle piste. Le misure sono molto contenute in termini di localizzazione. E’ un settore che abbiamo già sostenuto nell’ultimo anno e che è stato colpito duramente già nella coda della stagione invernale 2019/2020, il lockdown portò infatti alla chiusura definitiva degli impianti nei primi giorni di marzo. E lo stop è andato avanti anche per tutta la stagione successiva, tanto che impianti e piste sono stati riaperti solo nello scorso fine settimana. L’apertura estiva, che ha registrato per due anni ottimi flussi, non è riuscita comunque a compensare costi di gestione elevatissimi”. “Per questo – ha spiegato l’assessore Marras – anche lo scorso anno sono stati necessari stanziamenti per coprire i costi di gestione degli impianti e abbiamo messo a disposizione un milione di euro. Bando, poi ulteriormente rimpinguato, con la prima variazione di bilancio, con altri 391mila euro. Al provvedimento regionale si sono aggiunte le risorse nazionali con 700 milioni di euro complessivi proprio per queste realtà nelle 19 Regioni su 21 che hanno impianti di risalita. 700 milioni divisi poi in tre parti. Una legata alla sovvenzione degli impianti di risalita, direttamente gestita dall’Agenzia delle Entrate. La seconda, legata ai maestri e alle scuole di sci, e l’ultima legata al ristoro delle attività commerciali del turismo dei comprensori sciistici, sono gestite delle Regioni su delega del Governo”. “La prima parte – ha spiegato Marras – non si è ancora concretizzata in attesa della verifica dei requisiti su tutto il territorio nazionale. C’è un limite di cumulo fissato a 800mila euro, ma tale limite può riguardare realtà più grandi di quelle toscane. Per gli impianti di risalita della Regione Toscana si tratta di 2 milioni e 400mila euro circa, dai calcoli che sono stati fatti. E nell’ultimo periodo è stato dato parere positivo affinché il quadro dei beneficiari si allargasse agli impianti che non insistono nei comprensori sciistici. I casi sono due: la teleferica di Montecatini e l’impianto dell’Isola d’Elba. Per gli altri due bandi gestiti direttamente della Regione, quello destinato alle imprese dei nove Comuni interessati, per la ripartizione nazionale consiste in 4 milioni e 133mila euro, distribuiti su una platea teorica di 750 imprese, avendo scelto la Giunta di estenderlo non solo alle imprese turistiche e della ristorazione, ma anche del commercio”. “I bandi – ha proseguito l’assessore – sono già aperti, per 30 giorni dalla pubblicazione. Hanno titolo per ottenere il ristoro quelle imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato durante il 2020 almeno del 20%, riduzione calcolata sul valore medio del fatturato dei tre anni precedenti. I contributi, di un fondo vincolato, andranno da un minimo di 2mila a un massimo di 10mila euro. Uno strumento da far conoscere il più possibile per ampliare la platea dei partecipanti. E sono tanti i Comuni tra quelli interessati che lo stanno facendo anche attraverso assemblee pubbliche”.

Marras ha poi illustrato il bando per i maestri e le scuole di sci, in questo caso il fondo vincolato è pari a 779mila euro “ripartiti tra i maestri di sci regolarmente iscritti all’albo professionale regionale. Per le scuole di sci il tetto massimo è di 200mila euro. Per i maestri di sci il contributo forfettario iniziale sarà di 250 euro, e salirà a 600 per quelli che hanno iniziato l’attività nel periodo pandemico. E il ristoro massimo, calcolato sempre in base ai redditi degli ultimi tre anni, sarà di 8mila euro. Per le singole scuole di sci il contributo massimo sarà invece pari a 30mila euro. Oltre a questo la giunta regionale ha messo a disposizione altri 800mila euro, destinati al sostegno degli investimenti necessari per far ripartire gli impianti, fermi da troppo tempo, con un finanziamento delle spese fino ad un massimo dell’80%. Il bando sarà pubblicato tra poco visto che l’ultima Giunta ha approvato i criteri essenziali. Una serie di ristori a cui andranno poi aggiunti i 30 milioni di euro previsti dal Governo per garantire la sicurezza degli impianti di risalita in tutta Italia. Una misura particolarmente importante per la Toscana con una realtà regionale che non è dotata di impianti nuovissimi: “Grazie a questi investimenti e grazie al fatto che il bilancio di previsione della Regione vedrà uno stanziamento di tre milioni per gli investimenti in questo settore, e nella giunta della prossima settimana si porterà una delibera con 732mila euro stanziati per il sostegno per l’avvio della nuova stagione, complessivamente la montagna sommitale può quindi godere di una serie di interventi cospicui e straordinari, rispetto a quello che eravamo abituati”.

L’assessore Marras ha concluso la sua relazione ponendo l’attenzione sui bandi aperti sugli empori di comunità, che prevedono contributi a fondo perduto nella misura di 10mila euro per gli empori polifunzionali. Un bando aperto che per il momento ne ha finanziati 56 in tutta la Regione. Ci sono aperti in fase di rendicontazione i bandi per i centri commerciali naturali nei Comuni sotto i 15mila abitanti, che per tre anni prevedono la cifra complessiva di 2 milioni e 400mila euro. A questi vanno aggiunti i 486mila euro per la riqualificazione o la realizzazione di aree camper attrezzate. In fase di rendicontazione ci sono anche l’accordo di programma con l’Unione dei Comuni dell’Amiata Val’Orcia, per complessivi 500mila euro, e un bando per l’Amiata sempre da 500mila euro. Senza dimenticare i 10 milioni per la montagna pistoiese che stanno permettendo la riqualificazione e l’apertura di nuovi impianti.

Alla richiesta di chiarimento della consigliera regionale Elena Rosignoli (Pd) sui bandi che riguardano i centri commerciali naturali l’assessore Marras ha replicato che “sono in fase di rendicontazione e che riguardavano piccoli progetti per la riqualificazione di spazi urbani”.

Leonardo Marras ha anche risposto alle domande della vicepresidente Luciana Bartolini (Lega). Alla prima sull’inclusione tra i Comuni beneficiari di San Marcello nonostante non abbia impianti di risalita, ha replicato spiegando “che i tre comuni risultanti dalle attuali fusioni sono compresi all’interno del comprensorio sciistico della Montagna pistoiese”. E aggiungendo che “questa volta i contributi non erano direttamente per i gestori degli impianti, ma per la prima volta si parla di economia della montagna non solo legata all’impianto, ma all’economia che questo sviluppa, e l’obiettivo è quello ampliare la platea dei beneficiari””

Alla seconda domanda sulla possibilità di ricevere un solo ristoro anche per chi ha più unità l’assessore ha risposto spiegando che “questo dipende dal fatto che il fatturato di un’azienda è uno solo anche se ha diversi punti vendita, e il paramento preso come riferimento è stato questo”.

Il presidente Niccolai al termine della relazione ha voluto sottolineare come molto positivo il fatto che per il bando degli empori di comunità “ci siamo 56 realtà del nostro territorio regionale che hanno chiesto questo contributo. Anche perché siamo di fronte a un presidio importante, sia economico che sociale, nelle Aree interne”. L’obiettivo alla chiusura del bando ha replicato Marras “è di arrivare almeno a 75 realtà”

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