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L’amore non ha lividi, a Castelnuovo l’evento dell’Opi contro la violenza di genere

Interverrà la presidente Guadalupe Capizzano

L’Amore non ha lividi, noi infermieri con le donne, contro la violenza. È questo il titolo dell’evento che si terrà questo pomeriggio (29 ottobre) a Castelnuovo Garfagnana durante il quale interverrà la presidente Opi Lucca Guadalupe Capizzano.

“Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre. Le violenze sulle donne e i femminicidi stanno seguendo un trend di risalita, dopo una serie di anni positivi in cui questo tipo di crimini aveva subito una battuta di arresto – spiegano dall’Opi Lucca -. In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner. Alle 81 vittime di sesso femminile che erano state registrate da gennaio a settembre 2021 ne vanno aggiunte delle altre: sono 103 allo stato attuale le donne uccise quest’anno, di cui 87 uccise in ambito familiare/affettivo. Sono diversi gli scenari possibili: dall’aumento delle vittime della violenza (i nuovi casi), alla recrudescenza della violenza preesistente alla pandemia (la maggiore gravità), all’aumento delle sole richieste di aiuto per violenze insorte in precedenza. Scenari, questi, che possono essere anche compresenti e diversamente interrelati”.

“Le donne, purtroppo, sono più degli uomini, vittime di aggressioni, anche nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, in particolare nelle postazioni di guardie mediche e nei Pronto soccorso. Il 14 agosto 2020 il Parlamento ha approvato la Legge n.113 che dispone misure di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni – prosegue l’Opi Lucca -. Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, sociosanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento”,

“Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il pronto soccorso – vanno avanti ancora gli organizzatori -. E’ qui che le vittime di violenza, a volte inconsapevoli della loro condizione, si rivolgono per un primo intervento sanitario. La Fnopi è passata all’azione e dal primo dicembre 2020, grazie al cofinanziamento della Federazione, è stato avviato lo studio nazionale multicentrico sugli episodi di violenza rivolti agli infermieri italiani sul posto di lavoro, da cui tra le altre informazioni è emerso che l’area maggiormente colpita dagli episodi di violenza è l’area medica e che il 24.8% degli infermieri che ha segnalato di aver subito violenza negli ultimi 12 mesi, riporta un danno fisico o psicologico causato dall’evento, di questi il 96.3% riferisce che il danno era a livello psicologico!.

“Per ottenere cambiamenti duraturi, è importante promulgare leggi ed elaborare politiche che contrastino le discriminazioni nei confronti delle donne, promuovano l’uguaglianza di genere, sostengano le donne e aiutino a transitare verso norme culturali più pacifiche. Una risposta adeguata da parte del settore sanitario può avere un ruolo importante nella prevenzione della violenza – concludono -. Noi infermieri dell’Ordine della Provincia di Lucca contro ogni forma di violenza, a tutela della salute del singolo e della comunità, con interventi preventivi, curativi e di sostegno nei diversi seeting assistenziali ospedale e territorio attraverso la diffusione della cultura della non violenza nelle famiglie, nelle scuole e nella comunità per la costruzione di una società più sana che favorisca il benessere del singolo e della collettività”.

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