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Castelnuovo a caccia della prima vittoria a Montecatini

Ma la partita più importante andrà giocata sul mercato

È ormai da ottobre che tutte le settimane mi metto a scrivere il pezzo di presentazione alla partita del Castelnuovo con lo stesso titolo che mi frulla nella testa: un perpetuo giorno della marmotta. “Castelnuovo a caccia della prima vittoria contro…”.

E anche per questa volta non posso esimermi dal farlo, non avendo i gialloblu conquistato neppure una posta in palio da tre punti. Tre punti come quelli che li relegano all’ultimo posto in classifica, solitari: tanto più che la Pontremolese (penultima) potrà molto probabilmente beneficiare di tre punti aggiuntivi consegnati direttamente dalla mano santa della giustizia sportiva, in seguito al ricorso presentato dopo la partita con il Camaiore, reo di aver fatto giocare un calciatore non ancora tesserato, almeno così pare.

Allora, riguardo alla partita di domenica prossima, posso (e devo, purtroppo) dire che il Castelnuovo andrà a far visita al Montecatini (terzultimo) per cercare – sì, lo devo dire, ancora una volta, l’ennesima volta – la prima vittoria in campionato a tre giornate dalla fine del girone di andata.

Ma quand’anche arrivasse, questa vittoria, non potrebbe essere certo una foglia di fico che oscura tutte le carenze strutturali della rosa garfagnina, le numerose falle (un dato su tutti: peggior attacco di tutta l’Eccellenza toscana) nella pericolante impalcatura architettata dalla dirigenza castelnuovese: con buona volontà, certo, con limiti economici comprensibilissimi, certo. La dico grossa (a questo punto del pezzo chi vuol prendere sul personale queste semplici considerazioni l’avrà già fatto: tanto vale andare fino in fondo): il Castelnuovo faticherebbe a brillare financo nel campionato di Promozione (forse la dimensione più adeguata per il Castelnuovo di oggi: l’Eccellenza, infatti, appare un abito fin troppo costoso che non s’indossa con la dovuta eleganza), anzi, escluderei certamente che si potesse piazzare in una posizione di vertice.

Nelle partite che ho visto – tutte quelle in casa più quelle di Coppa – i gialloblu non hanno certo demeritato sul piano del gioco (fatta eccezione per la gara casalinga con il Camaiore), ma alla fine, in un modo o nell’altro, non è mai arrivato il bottino pieno, mai una partita ha visto gli episodi girare a favore degli uomini di Biggeri: non può essere solo colpa del destino cinico e baro, ci sono delle oggettive e pesanti mancanze che, come tarli del legno, rosicchiano l’organico del Castelnuovo.

Tutto questo per dire che sì, la partita con il Montecatini sarà fondamentale, ma altrettanto importante sarà saper sfruttare qualche occasione nel cosiddetto mercato di riparazione: nessun sostantivo mi pare più appropriato di ‘riparazione’ in questo caso. Al netto di tutti i limiti economici – comprensibili (ribadisco) e non imputabili alla società – l’unica possibilità per provare a raggiungere la salvezza, sembra quella di intervenire per rinforzare una rosa di giocatori in palese difficoltà, specie dalla cintola in su. E se le risorse necessarie non si dovessero reperire, non resterebbe solo che sperare nella divina provvidenza: che dio ce la mandi buona!

Dopo l’inaspettata sconfitta di ieri sera contro il Mura, l’allenatore del Tottenham ha parlato così:”Non sono un taumaturgo, non faccio miracoli da solo”. Be’, se sulla panchina non fa miracoli Antonio Conte, non credo che possa farne nemmeno mister Biggeri.

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