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Garfagnana, Fantozzi propone un Centro raccolta di prodotti della montagna

Il consigliere: "Nel commercio privato ci sarebbe un controllo fiscale e sanitario e i commerci incontrollati dei privati sarebbero inseriti nel tessuto economico territoriale reale”

“In Garfagnana operano diverse aziende per la raccolta dei prodotti del bosco e del sottobosco. Sarebbe utile creare centri di raccolta di prodotti della montagna nei quali le stesse aziende, e non solo, potrebbero conferire i loro prodotti. Uno dei grandi problemi del nostro territorio riguarda l’aspetto privatistico della gestione dei prodotti ricavati dal sottobosco e dalla coltivazione dei terreni”.

Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione Sviluppo economico, che prosegue: “Allo stato attuale, il privato non può mettere in commercio i prodotti raccolti (con l’eccezione della fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali che forniscono direttamente il consumatore finale)”.

“Attualmente però – spiega – si è creata una situazione anomala e stagnante della vendita dei prodotti. Non si è creata alcuna economia stabile in loco, anzi si è agevolato lo sviluppo di cessioni di prodotti fuori da ogni controllo fiscale e legislativo. Oltretutto la Garfagnana ha una grande maggioranza di terreni boschivi e coltivabili con prevalenza di proprietari privati, che purtroppo non riescono a trovare forme aggregative volte ad aumentare il numero degli ettari coltivabili”.

“Con una mozione – annuncia Fantozzi – proponiamo un Centro di raccolta che permetterebbe: un controllo dal punto di vista fiscale e sanitario nel commercio privato, e che i commerci incontrollati dei privati fossero inseriti nel tessuto economico territoriale reale. Questo consentirebbe che tali commerci, fiscalmente irregolari, emergessero e fossero inseriti nelle quota del Psr o nel Pil nazionali”.

“Per la creazione dei Centri raccolta – conclude – proponiamo questo iter: una consultazione tra Unione dei Comuni, sindacati di categoria agroalimentari, Asl, fiscalisti, Regione per stilare un resoconto di fattibilità del progetto, per aggiornare la normativa vigente in materia, da discutere nelle Commissioni regionali e da presentare al Consiglio regionale. Servirebbe poi un censimento delle aziende del territorio regionale per la creazione di uno o più centri, e destinare risorse economiche regionali per un upgrade delle aziende aderenti al progetto” spiega il consigliere del partito di Giorgia Meloni”.

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