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Vagli, chiusa cava Borella: “Impatti negativi dal punto di vista ambientale e paesaggistico”

Eros Tetti (Europa Verde): "Stop a tutte le cave collocate in altre aree esterne ai bacini di Carrara e Massa"

La regione Toscana ed il parco delle Alpi Apuane hanno deciso di chiudere cava Borella per difformità rispetto al Pit e allo stesso Pabe. Questo ci dà grande speranza che gli strumenti della Regione comincino a funzionare per difendere le Apuane”. È questo il commento di Eros Tetti, di Europa Verde, che commenta la chiusura di cava Borella (clicca qui per leggere il documento).

“Noi vigileremo sulla politica – prosegue -. Allo stesso tempo però, come apuani, che conoscono le Apuane e le difficoltà del vivere sui nostri territori, siamo vicini ai lavoratori che di conseguenza perderanno il posto di lavoro. Pertanto avanziamo nuovamente le nostre proposte di sviluppo e occupazionali che sono oggi più che mai adeguate a ciò che sta succedendo. Europa Verde ritiene che la sempre più stringente e giusta attività del parco delle Apuane di controllo sulla regolarità delle escavazioni produca una scoperta più ampia di violazioni alle norme vigenti e conseguenti sanzioni, blocco delle lavorazioni, chiusure temporanee, eccetera. Ciò produce difficoltà per i lavoratori del marmo e alcune cooperative (fra cui la Cooperativa Apuana) dato che non tutto il settore del marmo è prospero. Questo avviene spesso nei territori esterni ai grandi bacini di cava di Carrara ed in aree, come la Lunigiana, la Garfagnana, l’alta Versilia dove il bisogno di lavoro è assai più grave e forte. C’è bisogno di una soluzione che dia una svolta e elimini tutti i problemi”.

“Perciò – continua Tetti -, con forza, come già avanzato nella campagna elettorale, su indicazione di Salviamo le Apuane (che conta oltre 11mila iscritti) Europa Verde propone di nuovo alla regione Toscana il seguente piano per le Apuane e il marmo. Fermo restando che la nostra proposta è di chiudere tutte le cave nel parco delle Apuane, bisogna, da subito, procedere ad una ristrutturazione, tramite la revisione della Legge Regionale 35/2015 e del piano paesaggistico-Pit, del sistema marmo come segue: destinazione quale unica area di bacino di escavazione – nelle porzioni di territorio fuori del Parco – esclusivamente dell’area degli attuali bacini marmiferi di Carrara e Massa; stop a tutte le cave collocate in altre aree esterne ai bacini di Carrara e Massa; creazione parallela (anche con fondi del Pnrr e Psr, europei e regionali dedicati alla riconversione economica) nei comuni interni di Lunigiana, Garfagnana e Versilia, di laboratori di trasformazione (di qualità) in filiera corta del marmo non più scavato localmente ma proveniente dall’unico Bacino esclusivo di estrazione di Carrara e Massa. I laboratori dovranno essere, di preferenza, costruiti lungo la ferrovia Aulla-Lucca (e comunque in località attraversate da ferrovia) in modo da usare il trasporto su ferro sia per l’arrivo del marmo da lavorare da Carrara e Massa sia per il trasporto dei manufatti alle destinazioni di vendita”.

“Nello specifico dell’oggi – conclude -, la Cooperativa Apuana deve essere sostenuta, eliminando dalla loro attività l’escavazione (il marmo arriverà da Carrara anche con il treno), finanziando il potenziamento del laboratorio nel comune di Camporgiano in modo da riassorbire, aumentando le commesse, tutti i lavoratori della Cooperativa.
Di questo parleremo anche con gli stessi soci della Cooperativa Apuana per trovare una soluzione vera, duratura e concreta”.

Foto di Apuane Libere

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