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Vagli, polemica in Consiglio sui valori delle cave. L’opposizione: “C’è troppa differenza”

Il gruppo per Vagli e Roggio vota contrario anche ai lavori di somma urgenza per l'emergenza neve

Un ultimo consiglio comunale ricco di tematiche a Vagli, dove i consiglieri hanno discusso in videoconferenza. Al centro del dibattito l’approvazione delle tariffe, i lavori in somma urgenza in seguito all’emergenza neve e la determinazione del valore unitario medio di produzione di ogni singola cava per il biennio 2021-2022. Un temo molto discusso anche a seguito del consiglio per i fatti di cronaca.

 

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Un tema, quello delle cave, che ha visto un botta e risposta in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione. Il consigliere Edoardo Fazzani, dopo l’esposizione del sindaco, ha sottolineato che “c’è troppa differenza tra una cava e l’altra”. Il primo cittadino, Giovanni Lodovici, ha fatto presente che “si tratta di prodotti diversi, non si possono confrontare e ci affidiamo ai tecnici”.

Ecco i valori relativi alle cave: cava Penna dei Corvi, gestita dalla società Luana Marmi srl, 102 euro per tonnellata; cava Fossa dei Tomei A, gestita dalla società Escavazione Fossa dei Tomei Srl, 83 euro per tonnellata; cava Faniello, gestita dalla società Versilia Marmi srl, 162,25 euro per tonnellata; cava Piastra Bagnata, gestita dalla cooperativa Apuana, 250,33 euro per tonnellata; cava Borella, gestita dalla società Faeto Faeto Escavazioni srl, 124,25 euro per tonnellata; cava Carcaria, gestita dalla società Cave Carcaria srl, 82 euro per tonnellata; cava Collubria/Formignacola, gestita dalla società Onymar Quarries srl, 49 euro per tonnellata; cava Campo dell’Indo, gestita dalla società Faeto Escavazioni srl, 76 euro per tonnellata; cava Campo Fiorito gestita dalla società Dal Torrione srl, 45 euro per tonnellata.

Come si legge nelle determinazione, “confermato per il biennio 2021-2022 il contributo concessorio nella misura del 4% del valore unitario medio del materiale ornamentale di produzione di ogni singola cava. Nel caso di riattivazione di nove cave verrà predisposta relativa perizia”.

I consiglieri di opposizione – Edoardo Fazzani, Luciano Braccini e Marcello Lido Baisi – non ci stanno e spiegano le motivazioni del loro voto contrario: “Non condividiamo la presente proposta in quanto troviamo troppa differenza sulla valutazione del prezzo unitario di ogni singola cava e questo chiaramente a fronte della solita qualità di materiale, evidenti similari condizioni di lavorazione e sul riscontro di possibile fatturazione del materiale stesso. Detto in poche parole ci sembra che a cave con uguali potenzialità venga applicato valore diverso. Ma quello che ci preoccupa di più è la stima del prezzo attribuito al sito estrattivo in concessione alla cooperativa Apuana per la quale, a fronte di diverse tipologie di materiale viene applicato un unico prezzo. Questa valutazione non riteniamo nel modo più assoluto equa in quanto in tale vi sono cave e fronti di cava dai quali vengono estratti materiali con valori completamente diversi. Si ritiene pertanto che debbano essere adottati valori, sebbene medi, diversi in funzione della qualità (Calcatta, nero, ordinario, eccetera), mantenere un valore unico significa solo penalizzare i lavoratori di questa azienda”.

“Un esempio ci nasce dalla situazione rincresciosa che si è venuta a creare in questi giorni e che speriamo venga chiarita al più presto, la chiusura da parte della Procura della cava III – prosegue l’opposizione -. Sappiamo che da questa viene estratto il materiale più pregiato quello che ha più valore, ebbene ora visto che tale materiale non può essere estratto i lavoratori della cooperativa sono costretti a pagare al Comune la solita cifra come se continuassero a venderlo. Non si capisce inoltre da quale atto/dispositivo discende l’organismo che deve deliberare ovvero determinare tale valore, tanto è vero che fino a questo momento, salvo che qualcosa non ci sia sfuggito, abbiamo visto che è stato il responsabile del procedimento ufficio tecnico, con propria determinazione a stabilire il valore medio di mercato che ci chiedete di votare. Con tali atti determinando il valore ha deciso quanto ogni imprenditore doveva versare (visto che le percentuali da applicare sono fisse)”.

“In tali atti – concludono – sebbene supportato da perizia di tecnico incaricato, determinava appunto il valore del materiale sul quale poi sarebbe stato calcolato l’importo da pagare in funzione della quantità del materiale estratto. Purtroppo non si da atto di una contrattazione con le aziende né tanto meno dei criteri adottati. Per questo il nostro voto è contrario”.

Discussione accesa anche per quanto riguarda l’approvazione dei verbali di somma urgenza in seguito all’emergenza neve. Lavori da poco più di 20mila euro. Anche qui l’opposizione ha votato contrario: “Siamo consapevoli delle abbondanti nevicate ma andare ad impegnare ulteriori 20mila euro oltre a quelli già impegnati nel piano neve di 30mila euro sembra un po’ eccessivo. Ma non è tanto questo, tanto intervenire con somma urgenza sui danni causati dalla neve sul tetto comunale, di un edificio nuovo che forse viste le numerose pecche che presenta non è stato fatto a regola d’arte”.

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