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Scatta lo sciopero degli addetti della vigilanza e sicurezza

I sindacati: "Contratto scaduto da 5 anni e mai rinnovato"

Scatta nel giorno della vigilia di Natale lo sciopero generale degli addetti alla vigilanza e alla sicurezza.

“Il contratto per i lavoratori della vigilanza e degli addetti alla sicurezza è ormai scaduto da 5 anni – spiega Simone Pialli di Fisascat Cisl -. Stiamo parlando di lavoratori armati che si occupano di trasporto valori, sicurezza nei tribunali, nelle banche, sorvegliano le aziende, le stazioni ferroviarie e che in questo lungo periodo di pandemia si occupano anche di rilevare la temperatura  all’ingresso dei supermercati e centri commerciali. In quest’ultimo caso, in particolare, si tratta di addetti a rilevare la temperatura  che lavorano 40 ore settimanali a paghe di 800 euro mensili. Quelli armati hanno contratti per circa mille euro. Stipendi al  ribasso a personale che con professionalità è ogni giorno in prima fila sul fronte della  sicurezza. Un contratto che vede le indennità ferme da molti anni, una situazione non più accettabile”.

Per questo Fisascat Cisl  insieme a Filcams Cgil e Uiltucs Uil hanno lanciato lo sciopero per giovedì (24 dicembre), la vigilia di Natale. “Ci aspettiamo un’ampia adesione in provincia, così come avvenne l’anno scorso quando lanciammo lo sciopero nella giornata del 31 dicembre”.

A supporto della vertenza i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri, alla ministra dell’Interno e alla ministra del lavoro e delle politiche sociali, illustrando la situazione in cui versano 100.000 lavoratrici e lavoratori della vigilanza privata e servizi fiduciari (in Toscana sono quasi 10 mila), ribadendo che “le guardie particolari giurate e gli addetti alla sicurezza hanno concorso in questi mesi a garantire oltre la normale attività loro propria, anche un importante supporto nella gestione delle procedure di sicurezza poste in essere da enti pubblici e imprese private a tutela della salute pubblica, a partire dalla regolazione dei flussi di accesso dei cittadini”.

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