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Stop alle strade ‘rosa’ a Campori, il Comune: “Da questa vicenda nessun vincitore” foto

Dopo la sentenza del Tar ritorna la polemica in paese. L'amministrazione medita di appellare la decisione

Niente nomi di donne illustri nelle strade di Campori, frazione di Castiglione Garfagnana. Sul tema interiene il sindaco Daniele Gaspari a nome di tutta l’amministrazione.

“Ad oggi – spiega – il Tar ha ritenuto opportuno annullare la delibera, per difetto di istruttoria poiché, sembrerebbe, “mancata la ponderazione di esigenze”, cioè mancata riflessione approfondita sulle conseguenze per i cittadini e possibili disagi. Dico sembrerebbe, perché oggettivamente la riflessione c’è stata eccome, per i motivi che si palesano, quindi oggettivamente proprio per “evitare” i disagi, come il disagio di non aver alcuna toponomastica che fa da punto di riferimento per ambulanze, servizio postale ed emergenze”.

“A seguito di questa sentenza si è sentito molto parlare a discapito e non – prosegue – Si, Il Tar ha bocciato questa soluzione, ma per i motivi sopra elencati.  Questa sentenza non deve diventare terreno di marcia per un vociferare che non rappresenta la realtà. L’iter burocratico si è svolto con tutta la correttezza necessaria, non c’è assolutamente niente di non approvato da prefettura e soprintendenza. Tutto è stato approvato. Mi preme poi ricordare che la protesta è stata sollevata da 27 persone su 200. Ci sono altre 173 persone che ritenevano necessaria la nominazione. E sappiamo bene che in una democrazia si cerca di accontentare la maggioranza”.

“C’è poi da osservare che l’uscita di spese comunali per far fronte alla sentenza – prosegue – non era nei nostri programmi. Il ricorso non è stata nostra iniziativa. Anzi, io e il mio gruppo fin da subito abbiamo cercato la mediazione, ma ci siamo visti chiudere la porta in faccia. Mi sembra, di conseguenza, ridicolo veder protestare coloro che ci hanno “tirato” in causa di spendere dei soldi necessari al rispondere proprio al loro attacco. Ad oggi posso dire che sono amareggiato, come molte persone che mi stanno scrivendo che erano orgogliose del “paese rosa”. Amareggiati, perchè altri interessi hanno sovrastato il nostro ideale, quello che ci spronava a continuare, che oltre al fatto di fornire punti di riferimento per le emergenze, era quello di valorizzare l’importanza delle donne, storicamente e attualmente parte importante della nostra società, da ricordare ogni giorno. Mi dispiace soprattutto perchè da questa storia non ne esce nessun vincitore, ma tanti sconfitti: la maggioranza dei cittadini, che rimangono sia senza “strade rosa”, che senza Vandelli“.

“Ricordo infine – conclude – che le sentenze si applicano, o, al limite, si appellano. Per cui non mi sento di escludere un possibile coinvolgimento dei cittadini del paese sul da farsi riguardo il prosieguo di questa faccenda. In fondo per noi la sicurezza dei cittadini non ha prezzo”.

 

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