A 100 anni dal terremoto San Romano riscopre il borgo di Caprignana Vecchia

Pannelli informativi nella frazione abbandonata dopo sisma e frane. Presto il cantiere contro il rischio idrogeologico

Un paese fantasma, ricco di tradizioni e storia. La frazione di Caprignana Vecchia è stata abbandonata nel 1920, l’anno del terribile terremoto in Garfagnana. Il sisma non fu l’unico problema per il piccolo borgo. Alla vigilia della festa di Ognissanti una frana di vaste dimensioni innescatasi dopo le violente scosse del terremoto compromise la sicurezza del paese, costringendo le autorità a ordinare il trasferimento degli abitanti in un’altra zona: l’odierna Caprignana.

Per vedere completato il primo nucleo di abitazioni del nuovo paese si dovette attendere il 1933. La nuova chiesa, per mancanza di fondi, fu costruita molto più tardi e inaugurata soltanto nella domenica delle Palme del 1950.

Ieri (6 settembre) in vista del centenario del terremoto in Garfagnana, l’amministrazione comunale di San Romano ha deciso di valorizzare la memoria dell’antico borgo abbandonato. Infatti, sono stati posti una serie di pannelli informativi nei pressi dei resti dell’antica chiesa e del campanile. I pannelli rievocano la vita dei tempi nel piccolo borgo e valorizzano l’importanza dei lavatoi e dei metati, luoghi fondamentali per la comunità che un tempo risiedeva a Caprignana Vecchia. Ripercorrono la storia del paese prima del terremoto e della frana.

Sempre nella giornata, nei pressi di Caprignana Vecchia proprio nello spazio dove si trovava l’antica chiesa si è svolta una celebrazione religiosa in ricordo delle vittime del terremoto.

“È ancora vivo il ricordo tramandato dai più anziani attraverso il racconto di una tragedia immane che colpì la Garfagnana e la Lunigiana il 7 settembre 1920”, dice il sindaco Raffaella Mariani che assieme ai consiglieri comunali ha voluto fissare alcune immagini vicino alle rovine del paese.

“La memoria degli accadimenti provocati da queste calamità naturali – ha proseguito il sindaco – oltre che il ricordo delle vittime, fa crescere la cultura della prevenzione, la consapevolezza del rispetto delle regole per la riduzione del rischio, per l’adozione di tecniche costruttive più adeguate alla pericolosità, per la partecipazione e la collaborazione nei momenti di emergenza da parte di tutti i cittadini. Il nostro è un territorio ad elevato rischio sismico e idrogeologico: dobbiamo continuare a ricordarlo attraverso progetti e investimenti, grazie alle conoscenze scientifiche e tecniche e con l’aiuto delle istituzioni regionali e nazionali”.

Recentemente il Comune di San Romano ha ottenuto un primo finanziamento di 400mila euro da parte della Regione Toscana destinato alla mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico della frana di Caprignana.

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