Uniti per Gallicano: “Comune non fa nulla per cittadini e imprese”

Il gruppo di opposizione va all'attacco dopo il consiglio comunale

Uniti per Gallicano va all’attacco della maggioranza sostenendo che l’amministrazione comunale ben poco ha fatto per sostenere le imprese e i cittadini piegati dalla crisi del coronavirus: “Avremmo partecipato volentieri alla seduta comunale del 26 giugno. La polemica scatta a seguito dell’ultima seduta, in via telematica, del consiglio comunale: “Avremmo ascoltato con attenzione dalla viva voce del sindaco le lodi al suo operato. Piazze rifatte, scuole ristrutturate, strade allargate e abbellite, un occhio strizzato all’ambiente, con il cambio delle lampadine dell’illuminazione pubblica e la fornitura di borracce in allumino ai ragazzi delle scuole medie – spiega il gruppo di opposizione -. Avremmo assistito volentieri agli sguardi entusiastici alle parole del capo da parte della maggioranza sempre più silenziosa. Avremmo infine assistito volentieri all’insofferenza del primo cittadino alle nostre affermazioni che considerano questa amministrazione la peggiore degli ultimi 50 anni senza obiettivi, senza meta da raggiungere, senza interesse per le cose serie ed importanti, senza sogni”.

“Gli avremmo ricordato – prosegue Uniti per Gallicano – che il nostro paese sta perdendo in continuazione posti di lavoro, i capannoni sono sempre più vuoti, che esistono aree da recuperare e da valorizzare, che non si vedono all’orizzonte possibili insediamenti produttivi e commerciali, che non si vedono progetti sull’agricoltura e sulla valorizzazione delle nostre selve, meno che mai attenzione sul rischio idrogeologico, come i recenti eventi alluvionali hanno dimostrato, niente di niente sul sociale e sulle infrastrutture. Questo avremmo sostenuto e forse altro ancora, forse ci avrebbe tolto la parola prima o saremmo stati sopraffatti dai sorrisini ironici dei consiglieri di maggioranza. Peccato questa storica seduta non è stato possibile farla perché il Covid 19 ha costretto il primo cittadino a convocare la riunione in via telematica. Peccato. Ora andremo comunque a consolarci nei nostri bei bar dove è possibile aggregarsi e bere in tranquillità senza mascherine e senza regole, sperando che il coronavirus tanto pericoloso per sedi democratiche risparmi almeno i luoghi dello svago”.

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