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Metalmeccanici, chiesto un protocollo d’intesa per tutelare i lavoratori

La proposta arriva dalla Fiom Cgil in vista della riapertura delle imprese

Un apposito protocollo che individui alcune linee guida a cui attenersi una volta che le produzioni ripartiranno e che salvaguardi la salute dei lavoratori. Questa la proposta lanciata per il settore metalmeccanico da Mauro Rossi, segretario generale di Fiom Cgil Lucca.

“Che le attività produttive possano ripartire quanto prima è l’auspicio di tutti – afferma Rossi – compresi i lavoratori metalmeccanici che stanno vivendo con un reddito decurtato ed in una situazione di profonda incertezza rispetto al futuro. Quando ripartire spetta al Governo deciderlo, sulla base del parere delle autorità sanitarie e scientifiche, tenendo conto degli interessi collettivi e del bene comune”.

“In vista di quel momento dovrebbe essere condiviso l’obiettivo di prepararci per garantire una ripartenza in condizioni di massima sicurezza e di salute per i lavoratori e le loro famiglie – sottolinea Rossi -. Si dovranno assicurare sufficienti dispositivi di protezione individuale, adeguate e periodiche operazioni di sanificazione, modifiche dei tempi di lavoro, turni, massima flessibilità possibile in entrata ed uscita, corretto distanziamento e presenze rapportate agli spazi a disposizione, una valutazione attenta dello stato di salute di chi è chiamato a lavorare.

“Il nostro è un appello che lanciamo alle associazioni imprenditoriali e alle istituzioni locali – dice ancora il sindacalista -. Non partiamo da zero. Esistono già nel nostro settore alcuni buoni accordi aziendali. A partire dalle esperienze fatte in queste settimane è possibile arrivare ad una sintesi più ricca che vada anche oltre ciò che prevedono le attuali norme e lo stesso protocollo nazionale del 14 marzo”.

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